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Pieve Emanuele (Milano) - Potrebbe essere stata un’intossicazione, dovuta a una saturazione di azoto liquido nel locale in cui stavano lavorando, la causa della morte di Emanuele Zanin, 46 anni, e Jagdeep Singh, 42 anni, vittime del tragico incidente, l’ennesimo sul lavoro,avvenuto ieri mattina al Campus dell’università Humanitas di Pieve Emanuele. I due operai, entrambi residenti nel Bresciano, stavano riempiendo il serbatoio del centro di ricerca con azoto liquido. Sono stati trovati all’ingresso del seminterrato che porta al serbatoio. Sarà l’inchiesta coordinata dal procuratore aggiunto Tiziana Siciliano a chiarire cosa è accaduto.

Jagdeep Singh
In un primo momento si era ipotizzato che gli operai potessero essere stati “investiti“ dal gas, che, conservato a temperature inferiori a -200 gradi, può provocare ustioni da congelamento. Da un primo esame, tuttavia, sarebbe emerso che i corpi erano cianotici, segno di una probabile intossicazione. Profondo cordoglio per le vittime e vicinanza alle famiglie sono stati espressi da Humanitas e dalla Sol Group, ditta con sede a Monza dalla quale i due lavoratori, dipendenti della Autotrasporti Pe di Costa Volpino in provincia di Bergamo, specializzata in trasporto criogenico, avevano ricevuto la cisterna contenente azoto liquido.

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"La cisterna è nostra - spiega il presidente della Sol Group, Aldo Fumagalli -, mentre il servizio con motrice di trasporto è della ditta di Costa Volpino, con cui lavoriamo da 20 anni. È una prassi usuale nel nostro lavoro, in Italia ed all’estero. Sono andati nei nostri stabilimenti a prendere l’azoto liquido e lo hanno trasportato all’Humanitas, per riempire il serbatoio. Noi ci siamo messi a disposizione degli inquirenti. Il nostro pensiero va alle famiglie, a cui esprimiamo la nostra vicinanza".

La Procura indaga con l’ipotesi di omicidio colposo, al momento a carico di ignoti, e ha disposto il sequestro dell’autocisterna e del serbatoio in cui viene depositato l’azoto liquido usato nei laboratori dell’Humanitas. Intanto la notizia dell’incidente mortale sul lavoro ha sconvolto due comunità del Bresciano. "Avevo incontrato Jagdeep qualche settimana fa, al parco con i nostri bambini", ricorda Giovanni Ghirardi, sindaco di Malonno, dove l’uomo ha vissuto fino ad una settimana fa, quando si era trasferita a Piancogno. Arrivato in Italia 16 anni fa, lascia la moglie e due figli minorenni. Da poco aveva cambiato lavoro, dopo essere stato impiegato per anni in una ditta edile di Malonno. Viveva invece a Mazzano, nell’hinterland bresciano, Emanuele Zanin. Lascia la moglie Roberta e due figli. Già dipendente della Germani, i colleghi lo ricordano come una persona sempre disponibile. E c’è grande incredulità per quanto accaduto, vista la sua lunga esperienza sul campo.