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21 ott 2021

Morì nel “Laghett“ per sfuggire a una rapina Alla sbarra dopo 12 anni uno dei 4 indagati

Bareggio, un primo dibattimento era stato azzerato per errori di notifica. Un arresto nel 2010, mentre gli altri due sono scappati

21 ott 2021
mario consani
Cronaca

di Mario Consani Dodici anni per un processo. C’è voluto tanto per provare a far chiarezza sulla morte del guardiano del “Laghett di Amis“, dove Salvatore Sarullo si gettò ed annegò, era il 2009, nel disperato tentativo di salvarsi durante una rapina in cui era stato brutalmente aggredito. Così ieri il gup Guido Salvini, su richiesta del pm Giovanni Tarzia, ha disposto il rinvio a giudizio di un 39enne originario della Romania ritenuto responsabile, con altri complici al momento sconosciuti, di omicidio preterintenzionale oltreché di tentata rapina. Per la vicenda, nel 2010 era stato arrestato anche un altro romeno mentre altri due, presunti complici non vennero mai rintracciati. Ritrovandosi il fascicolo tra le mani solo a fine 2018, il pm Tarzia ha chiesto tre archiviazioni e solo per Draghici il rinvio a giudizio. Il processo per l’unico imputato, rintracciato l’anno scorso durante un casuale controllo di documenti, comincerà il prossimo 16 novembre davanti alla Corte d’assise. Nei confronti di “Turcu“, questo il soprannome dell’uomo, inquirenti e investigatori hanno raccolto una serie di prove, tra cui quella del suo dna su un passaontagna ritrovato ai margini dell’area del “Laghet. Come si legge nel decreto che dispone il giudizio, Marius Elvis Draghici, con altri complici nomadi "non identificati", nella notte tra il 15 e il 16 giugno 2009, dopo aver scavalcato la recinzione del "carpodromo", ossia l’impianto di pesca sportiva, aveva tentato di entrare nell’abitazione di Sarullo per rapinarlo insieme a tre complici. La banda, sorpresa dalla sua reazione, aggredì il custode con una trave ed un bastone chiodato. Nel "tentativo di sottrarsi alla violenta e brutale aggressione", Sarullo scappò finendo per tuffarsi "nelle acque dell’adiacente laghetto, unica possibile via di fuga", dove però, a causa delle ferite riportate nel pestaggio non riuscì a tenersi a galla e morì annegato, mentre la banda ...

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