Modellini del cuore in 3 dimensioni per formare i medici del mondo

L'associazione Bambini cardiopatici nel Mondo promuove la raccolta fondi #Donauncuore per formare medici dei Paesi in via di sviluppo con cuori in 3D al Policlinico San Donato, per salvare vite tra i più piccoli.

Modellini del cuore in 3 dimensioni per formare i medici del mondo

Alessandro Frigiola primario di Cardiochurirgia pediatrica e presidente di Bambini cardiopatici nel mondo

Riproduzioni del cuore umano in 3 dimensioni, per formare i medici dei Paesi in via di sviluppo e contribuire così a salvare vite, specie tra i più piccoli. L’associazione Bambini cardiopatici nel Mondo ha lanciato, fino al 3 marzo col numero solidale 45587, la raccolta di fondi #Donauncuore. L’obiettivo è sostenere il progetto Æsculapius e dare l’opportunità, da qui ai prossimi due anni, a 120 giovani medici in arrivo dai Paesi poveri di svolgere un training formativo al Policlinico San Donato, ospedale che da sempre collabora con l’associazione.

Nel nosocomio di piazza Malàn i neo cardiologi e cardiochirurghi potranno seguire corsi di tecnica operatoria ed ecocardiografia pediatrica, facendo pratica anche grazie a cuori stampati in 3D e realizzati con un particolare materiale plastico, che riproduce nel modo più fedele possibile il tessuto cardiaco. Su questi modelli i medici avranno la possibilità di esercitarsi, per affinare tecniche e conoscenze. I cuori in 3D sono stati ideati da Alessandro Frigiola, primario di cardiochurirgia pediatrica e del congenito adulto al Policlinico San Donato, nonché presidente di Bambini cardiopatici nel mondo. "Per diventare cardiochirurghi infantili - spiega Frigiola - ci vogliono molto tempo e molta formazione, che di solito varia tra i 6 e i 18 anni. Per abbreviare queste tempistiche possiamo avvalerci della simulazione, che permette di fare grandi progressi in breve tempo, esercitandosi su modelli di cuore come se si trattasse di pazienti veri".

Ogni anno nel mondo nascono 2 milioni di bambini con cardiopatie; 1 milione e 500.000 di loro non ha speranza perché si trova in Paesi poveri o in guerra, dove manca un’assistenza sanitaria adeguata. La carenza di personale medico qualificato è una delle problematiche più gravi di questa emergenza sociale. La formazione dei giovani dottori è quindi una priorità.

A.Z.

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