Mobilità dolce ma dolce per chi?

Il Comune di Milano ha deciso di ridurre i parcheggi per persone con disabilità lungo corso Buenos Aires per fare spazio a una pista ciclabile. Questa scelta ha limitato l'accessibilità per le persone con disabilità, che hanno il diritto di godersi lo shopping e lo svago come tutti gli altri. Serve maggiore attenzione e accessibilità per tutti.

Anastasio

Un solo parcheggio riservato alle persone con disabilità in un corso lungo un chilometro e mezzo. E non si tratta di un corso anonimo, di uno stradone buono solo per il transito. No, si tratta di uno dei corsi più frequentati di Milano, soprattutto se si ha necessità o desiderio di fare shopping o di godersi il tempo libero passeggiando tra le vetrine, anche senza fare acquisti. Si tratta di corso Buenos Aires. L’unico parcheggio per persone con disabilità – in un chilometro e mezzo di strada – è di fronte al teatro Elfo Puccini: un parcheggio superstite, una testimonianza del passato. E il punto è proprio questo: in corso Buenos Aires non è sempre stato così, di posteggi per la disabilità ce n’erano altri fino al 2020. Nelle vie nei dintorni ne restano 8, ma sono quasi tutti personali, cioè riservati esclusivamente ai residenti con disabilità. Lasciarne sul corso uno solo è stata una scelta.

Una scelta del Comune. Perché? Perché c’era da fare largo alla pista ciclabile. Palazzo Marino ha ritenuto che gli stalli per la sosta (e i veicoli in sosta) non potessero convivere con la ciclabile. Tra la mobilità tradizionale e la mobilità dolce si è preferita la seconda.

Ma dolce per chi? Dolce se ci si dimentica che ci sono persone che non possono arrivare in corso Buenos Aires in bicicletta né possono avere la certezza che le stazioni della metropolitana abbiano ascensori e montascale che consentano di superare barriere e limitazioni alla mobilità personale. Ancora oggi ascensori e/o montascale non sono presenti in ogni stazione. E non è detto che funzionino: ieri sulla pagina internet nella quale Atm riporta in tempo reale lo stato di accessibilità delle stazioni, se ne contavano ben 5 off limits per le persone con disabilità. Cinque solo sulla metro rossa, quella che serve il corso. Tra quelle off limits c’era pure Cadorna, snodo cruciale. Mobilità dolce ma non per tutti, non per le persone con disabilità, che però hanno lo stesso diritto di chiunque altro allo shopping e allo svago. E per le quali è prezioso trovare un parcheggio in un corso dedicato a shopping e svago. E Baires non è un caso isolato, serve più attenzione ovunque.

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