Milano, travolto sulle strisce pedonali da un pirata della strada: caccia a un’utilitaria chiara

L’incidente in via Chiodi, alla Barona: l’investitore è fuggito senza prestare soccorso. Al setaccio le telecamere di sorveglianza della zona

L'intervento della Polizia Locale sul luogo dell'incidente (Archivio)

L'intervento della Polizia Locale sul luogo dell'incidente (Archivio)

Milano – L’auto che arriva da via Chiodi e punta verso la rotonda che porta in via Tobagi. Il ragazzo che attraversa la strada all’angolo con viale Faenza. L’impatto sulle strisce pedonali, il volo sul parabrezza dell’auto e poi sull’asfalto. È la sequenza dell’incidente avvenuto qualche minuto dopo le 17.30 di martedì alla Barona: l’investitore non si è fermato a prestare soccorso né ha chiamato il 112, ma si è allontanato al volante della macchina in direzione Tobagi.

L’utilitaria chiara

Il ferito è stato trasportato in codice giallo al pronto soccorso dell’ospedale San Carlo: ha riportato la frattura di un omero. Stando a quanto risulta al Giorno, gli agenti del Radiomobile della polizia locale sono sulle tracce del pirata della strada: l’auto è un’utilitaria di colore chiaro e ha il parabrezza semidistrutto.

Le telecamere

L’indagine dei ghisa è scattata subito dopo l’investimento, basandosi sulla testimonianza del ventunenne e sui segni lasciati in strada dalla macchina in fuga; al setaccio pure le immagini delle telecamere di videosorveglianza installate sia nei pressi della rotonda sia lungo le strade che il pirata potrebbe aver percorso per allontanarsi il più velocemente possibile dal luogo dell’incidente.

Il precedente di via Morgantini

La soluzione potrebbe non essere lontana. In questi casi, capita di frequente che il fuggitivo si costituisca alcune ore dopo i fatti, ma fino a ieri sera non sono arrivate novità in tal senso. Poco più di un mese fa, il 12 novembre, un 45enne italiano si era presentato spontaneamente dai carabinieri per riferire che la notte precedente era alla guida dell’auto che aveva investito un 38enne in via Morgantini, poi ricoverato in gravi condizioni al San Carlo.

La morte di Vassil Facchetti

Stesso copione seguito due mesi prima dal 29enne marocchino Muhammad El Sharkawy, che la sera del 17 settembre si era presentato alla stazione Musocco dei carabinieri per autoaccusarsi dell’omicidio stradale di Vassil Facchetti, 28enne italo-bulgaro travolto e ucciso alle 4 della notte precedente in viale Jenner.

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