Milano celebra le “grandi vite” di sei personalità. “Il segreto della longevità? Non avere paura di morire”

Alla presentazione del Longevity Forum, confronto aperto e premio per Segre, Garattini, Bassetti, Aspesi, Sini e Guzzetti

Milano – Sei “grandi vite”, sei milanesi esempio di longevità che hanno lasciato una traccia nella vita cittadina e nazionale. Parliamo della senatrice a vita e testimone della Shoah Liliana Segre, del medico e fondatore dell’istituto Mario Negri Silvio Garattini, del filosofo Carlo Sini, del filantropo Giuseppe Guzzetti, del politico e imprenditore Piero Bassetti e della giornalista e scrittrice Natalia Aspesi, premiati con il riconoscimento “Una grande vita“ – dedicato alla premio Nobel per la Medicina Rita Levi Montalcini, vissuta fino a 103 anni – ieri mattina nella Sala Alessi di Palazzo Marino durante la presentazione del “Milan Longevity Summit - Riscrivere il tempo“ che durerà fino a mercoledì.

A fare gli onori di casa nella sede del Comune c’erano il sindaco Giuseppe Sala e l’assessore al Welfare Lamberto Bertolè. Il primo cittadino dichiara di essere orgoglioso che sessanta scienziati in questi giorni siano nel capoluogo lombardo per approfondire i tempi legati alla longevità e alla qualità della vita degli anziani: "È un fatto ormai chiaro che la vita si sta allungando. I temi sono: che qualità di vita? Come gestiremo il welfare che cambierà? Quale il rapporto tra l’età in cui si va in pensione e la lunga vita che c’è dopo il lavoro? Milano, che ha università e tanta esperienza nella scienza della vita e nelle tecnologie, si deve candidare a dare le linee affinché si possa affrontare questa tematica".

Non solo. Un cronista chiede a Sala se lui aspiri a diventare un centenario e il sindaco replica con il sorriso: "Non lo so. Io ho una salute più delicata di tanti altri e questo mette più alla prova il mio sistema immunitario, ma mi spinge anche a curarmi meglio (il numero uno si riferisce a un tumore avuto in passato e da cui è guarito, ndr). Lo ha detto anche Garattini: tutti sappiamo cosa dobbiamo fare, però poi non lo facciamo. Magari io, che sono un po’ costretto, cerco di farlo più di tanti altri".

In Sala Alessi, a questo punto, Andrée Ruth Shammah, regista e direttrice del teatro Franco Parenti, legge il messaggio indirizzato dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella ai partecipanti al “Milan Longevity Summit": "Investire in longevità risponde non solo al criterio fondamentale di realizzazione e rispetto della dignità di ogni persona, ma rappresenta anche l’adempimento dei principi che chiamano ciascun cittadino a dare il suo contributo alla vita della comunità in ogni stagione della vita. Il coinvolgimento di importanti fondazioni no-profit e di eminenti personalità in questo esercizio del “Milan Longevity Summit“ consentirà di sviluppare nuove prospettive, destinate a incidere sulle future modalità stesse di organizzazione dei tessuti urbani e dei relativi servizi nei territori della Repubblica".

Ai sei grandi milanesi, intanto, Sala e Bertolè consegnano una preziosa edizione del saggio “Come invecchiare” di Bertrand Russell, edita da La Grande Illusion di Giuseppe Zapelloni e curata da Armando Massarenti. Segre commenta: "Finché il cervello funziona, la persona resta integra". Guzzetti scherza: "Mi piace usare il termine “anziani“, non “vecchi“. Perché mia nonna, in dialetto comasco, diceva: “I vecchi muoiono“". Bassetti, infine, svela che "il segreto della longevità è non avere paura di crepare. Il futuro sarà complesso. Tanto più ne capiremo, tanto meno ne soffriremo".

è arrivato su WhatsApp

Per ricevere le notizie selezionate dalla redazione in modo semplice e sicuro