Milan sotto inchiesta, cosa succederà col nuovo stadio e il restyling del Meazza? La squadra: “Noi estranei alle indagini”

Indagati l’attuale ad Furlani e l’ex Gazidis. L’ipotesi di reato? RedBird non ha acquistato il club. La priorità della società rossonera resta quella di realizzare l’impianto a San Donato Milanese

L'amministratore delegato del Milan Giorgio Furlani (a sinistra) e la sede della società

L'amministratore delegato del Milan Giorgio Furlani (a sinistra) e la sede della società

Un altro scoglio lungo la via di un nuovo stadio a San Donato Milanese o della ristrutturazione di San Siro? La domanda sorge spontanea dopo le perquisizioni di ieri nella sede del Milan da parte della Guardia di Finanza. Il progetto del patron del Diavolo Gerry Cardinale, infatti, si fonda sulla società da lui controllata, RedBird, finita nel mirino della Procura di Milano. L’amministratore delegato della società rossonera, dal 2022 ad oggi, Giorgio Furlani, e il suo predecessore, tra il 2018 e il 2022, Ivan Gazidis, sono indagati per l’ipotesi di reato di ostacolo all’attività della Federazione Italiana Gioco Calcio di vigilanza sui requisiti di legge delle società padrone di squadre di calcio.

L’ipotesi di reato è che la società rossonera non appartenga davvero a chi dal 31 agosto 2022 ne appare il proprietario teorico, e cioè l’acquirente fondo statunitense RedBird di Cardinale. Il Milan – secondo i pm – sarebbe rimasto fino finora sotto il controllo dell’apparente venditore, il fondo statunitense Elliott del finanziere Paul Singer.

Un’accusa grave, che il Diavolo respinge in una nota diffusa ieri pomeriggio: "La società AC Milan risulta terza ed estranea al procedimento in corso che attiene all’acquisizione della stessa, perfezionata nell’agosto 2022. L’indagine, che coinvolge anche i legali rappresentanti con potere di firma, Giorgio Furlani e Ivan Gazidis, attuale e precedente ad del club, ipotizza non corrette comunicazioni alla competente autorità di vigilanza. La società sta prestando piena collaborazione all’autorità inquirente". Oltre a Cardinale, proprio Furlani sta facendo da regista per l’operazione del nuovo stadio a San Donato, nell’area San Francesco, un terreno che il Milan ha già acquistato. Un’operazione sulla quale la società di Cardinale, tra terreno e pratiche burocratiche per arrivare al via libera al nuovo impianto da 70mila posti, ha investito 40 milioni di euro.

Indietro tutta, dopo l’inchiesta della Procura di Milano? Ancora presto per dirlo. Da una serie di elementi acquisiti nelle indagini dei pm di Milano Giovanni Polizzi e Giovanna Cavalleri, condotte dal Nucleo speciale di polizia valutaria della Gdf, emerge "l’ipotesi che il Fondo Elliott conservi attualmente il controllo sostanziale della società Ac Milan, laddove all’Autorità di vigilanza Figc sarebbe, invece, stata rappresentata l’effettiva cessione della proprietà in favore del Fondo Redbird" di Gerry Cardinale nel 2022.

Nel decreto di perquisizione a carico dei quattro indagati per "ostacolo all’esercizio delle funzioni delle autorità pubbliche di vigilanza", vengono messi nero su bianco gli elementi che porterebbero a "fondati dubbi sull’effettiva proprietà" del Milan "successivamente al contratto" del 31 agosto 2022. Dall’analisi dei documenti acquisiti dalla Procura di Milano nell’indagine sulla cessione del Milan dal fondo Eliott a RedBird, inoltre, "sembrerebbe emergere la circostanza che la maggior parte del capitale utilizzato per la compravendita sia proveniente da un veicolo societario non riferibile" alla stessa RedBird.

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