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14 mag 2022

"Mia moglie è caduta", ma l’aveva uccisa lui

Una foto, una collana rotta e un contapassi permettono di smontare la versione dell’uomo, arrestato per omicidio preterintenzionale

roberta rampini
Cronaca
La giovane donna uccisa lascia due bambini di 5 e 10 anni, affidati a parenti
La giovane donna uccisa lascia due bambini di 5 e 10 anni, affidati a parenti
La giovane donna uccisa lascia due bambini di 5 e 10 anni, affidati a parenti

di Roberta Rampini

Una foto scattata con lo smartphone all’una e venti di notte che ritraeva la moglie seduta sui gradini davanti all’appartamento con la testa tra le mani, in atteggiamento disperato, foto condivisa anche nella chat della famiglia. I passi contati e registrati automaticamente dall’App Salute che l’uomo aveva installato sul telefonino. Le immagini delle telecamere di sorveglianza, una collana appartenuta alla moglie visibilmente strappata trovata sul pianerottolo del quarto piano dove la coppia viveva e una scarpa della vittima al primo piano. Ci sono voluti otto mesi ai carabinieri della compagnia di Rho per smentire la versione fornita da Linjie Liu, 39 anni, cinese, finito in carcere nelle scorse ore, su ordine del gip di Milano Anna Calabi, per l’omicidio preterintenzionale della moglie, avvenuto il 15 settembre 2021 nel palazzo di Baranzate dove la coppia abitava con i figli di 10 e 5 anni.

Quella notte l’uomo aveva chiamato il 112 dicendo che la moglie era caduta accidentalmente dal quarto piano nell’androne condominiale, mentre lui dormiva. Aveva raccontato che quella sera erano stati a cena da parenti, erano rientrati e andati a letto, ma intorno all’una di notte la figlia di 10 anni lo aveva svegliato perché la mamma non era in casa. Lui l’avrebbe cercata e trovata a terra esanime nell’androne del palazzo. Quando i soccorritori del 118 sono arrivati sul posto hanno provato a rianimare la donna ma è stato inutile, quel volo di 14 metri aveva causato diversi traumi e plurime lesioni alla testa. La donna era morta sul colpo. Il racconto del marito tuttavia non aveva convinto gli uomini del capitano Giuliano Carulli e le successive indagini dei carabinieri dalla sezione operativa della compagnia di Rho, coordinate dall’aggiunta Laura Pedio e dalla pm Simona Ferraiuolo, hanno smentito la versione sulla dinamica accidentale della caduta e accertato la sua responsabilità.

Intercettazioni, analisi dei tabulati telefonici, immagini delle telecamere di sorveglianza, testimonianze dei vicini di casa che hanno riferito di una lite proprio sulle scale, i sospetti di alcuni familiari sull’uomo, gli esiti dell’autopsia sul corpo della donna e alcune ecchimosi che l’uomo aveva sul corpo hanno consentito di ricostruire cosa era successo realmente. Quella notte i due non erano mai andati a letto e quando i figli si sono addormentati l’ennesima lite si è trasformata in tragedia. Nonostante la coppia avesse un’attività commerciale avviata, la 33enne era scontenta di stare in Italia e aveva raccontato ai parenti di essersi adeguata solo per i figli. Forse anche quella sera la donna aveva ribadito il suo malessere e poi era uscita sul pianerottolo a prendere aria.

L’uomo l’ha raggiunta, c’è stata una discussione, lui ha afferrato la moglie all’altezza del collo e della clavicola nel tentativo di farla rientrare in casa, costringendola a divincolarsi per liberarsi della presa, le ha fatto perdere l’equilibrio e la donna è precipitata dal quarto piano delle scale condominiale. Ora l’uomo si trova nel carcere milanese di San Vittore, a disposizione della autorità giudiziaria. I figli, invece, sono stati affidati ai parenti.

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