Abusivi alla Cascina Triulza di Melzo: scatta il blitz. Tre persone sgomberate

L’edificio restaurato e inutilizzato è in cerca di futuro. “Rinforzeremo i controlli”, ha detto il primo cittadino Antonio Fusè

Il blitz della polizia locale a Cascina Triulza
Il blitz della polizia locale a Cascina Triulza

Melzo (Milano) – Abusivi bivaccano alla Cascina Triulza, la segnalazione arriva in Comune, scatta il blitz della polizia locale: tre extracomunitari sgomberati, due di loro sono clandestini, denunciati sono stati accompagnati in Questura. "Un plauso alla veloce azione delle nostre divise", commenta il sindaco Antonio Fusè. I tre avevano occupato, probabilmente da tempo, l’ex stabile rurale tesoro storico del borgo, restaurato negli anni scorsi ma ancora, purtroppo, in attesa di un futuro, dunque inutilizzato e vuoto.

Un’ipotesi di affidamento in gestione è naufragata da tempo, e, mentre si lavora ad altre soluzioni, il tema sicurezza e tutela dell’edificio gioiello è in primo piano: "Rinforzeremo i controlli - così il primo cittadino - e non smettiamo di lavorare al futuro di questo bene prezioso, memoria non solo del passato melzese, ma dell’intera zona". Proprio la Cascina Triulza, negli ultimissimi anni dell’Ottocento, ospitò infatti il primo opificio di quella che sarebbe diventata la Galbani.

Risale ai giorni scorsi la segnalazione, da parte di un cittadino, di movimenti sospetti e oggetti in bella vista - in primis alcune coperte alle finestre - all’interno del complesso, recintato e chiuso. Nessuno ha perduto tempo e l’altra mattina gli agenti della polizia locale, guidati da pochi giorni dal nuovo comandante Ugo Folchini (insediato durante le vacanze natalizie) sono entrati in azione, scoprendo gli occupanti, che avevano trovato rifugio in una delle strutture del complesso. I tre, tutti di origine magrebina, sono stati sgomberati e poi portati al comando per accertamenti. Due di loro sono risultati irregolari. Il lavoro delle forze dell’ordine sul posto è durato alcune ore, per sopralluoghi, rilievi, messa in sicurezza e sigilli. La cascina è chiusa da circa due anni. Da quando, cioè, sono terminati i lunghi lavori di messa in sicurezza e parziale restauro finanziati, nel 2018, con fondi messi a disposizione da Teem. Un bando per la gestione, a fronte di un progetto di restauro e fruizione a fini sociali, era stato portato a termine dalla Giunta Fusè pochi mesi prima della scadenza del primo mandato. Ma l’operatore individuato aveva successivamente rinunciato all’impresa. Lo stabile è ancora oggi a rustico. Qualsiasi ipotesi di riutilizzo dovrà passare per nuovi interventi dal costo sicuro di diversi milioni di euro.

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