ANDREA GIANNI
Cronaca

Medico trovato sgozzato a Milano, chieste nuove indagini: “Non fu suicidio, Stefano Ansaldi è stato ucciso”

Il ginecologo fu trovato senza vita in via Macchi dopo un viaggio in treno da Napoli per motivi mai chiariti. Il consulente dei parenti: “Non si tratta di un suicidio, approfondire la pista dei soldi”. L’istanza davanti al giudice

Il ginocologo originario di Benevento Stefano Ansaldi era specializzato nella fecondazione assistita È morto all’età di 65 anni

Il ginocologo originario di Benevento Stefano Ansaldi era specializzato nella fecondazione assistita È morto all’età di 65 anni

I motivi del viaggio da Napoli a Milano del ginecologo campano Stefano Ansaldi restano avvolti nel mistero. E sulla morte del professionista si apre una battaglia giudiziaria, sulla base di consulenze degli esiti diametralmente opposti. Per la Procura Ansaldi si è tolto la vita, mentre per i legali dei familiari è vittima di un assassino rimasto ancora senza nome, perché "l’ipotesi di una aggressione alle spalle operata da un destrimane appare la ricostruzione logica e prevalente sulle altre".

Il caso approderà domani davanti al gip di Milano Ileana Ramundo, che dovrà valutare la richiesta di opposizione all’archiviazione dell’indagine presentata dagli avvocati Luigi Sena e Francesco Cangiano, che rappresentano i parenti del medico originario di Benevento e con studio a Napoli, specializzato in fecondazione assistita.

Nell’istanza chiedono di disporre nuove indagini ed eventualmente una "nuova consulenza collegiale", oltre ad "approfondire il tema dei bonifici all’estero e delle Sos ripetutamente trasmesse da alcune banche, per comprendere se questo fiume di denaro di incerta provenienza possa aver rappresentato un movente". Seguire la pista dei soldi e dei contatti pericolosi, che finì anche al centro di accertamenti condotti dalla Procura di Napoli paralleli all’inchiesta milanese.

La prima pista

Stefano Ansaldi, 65 anni, salì su un treno Napoli-Milano il 19 dicembre 2021, in piena seconda ondata Covid. Lo stesso giorno fu trovato sgozzato in via Macchi, vicino alla stazione Centrale. La prima pista al vaglio fu quella di una rapina finita nel sangue, poi finirono sotto i riflettori operazioni finanziarie sull’asse Milano-Dubai e l’ipotesi di un misterioso appuntamento milanese. Infine la Procura ha concluso, sulla base delle indagini dei carabinieri e della consulenza di un pool di esperti incaricati dell’autopsia, per l’ipotesi del "gesto autolesivo": Ansaldi si sarebbe tagliato la gola con un coltello da cucina dalla lama di 20 centimetri, trovato sul posto.

Una coppia, che ha visto cadere a terra il medico sotto un’impalcatura e ha chiamato i soccorsi, ha riferito di non aver visto aggressori in fuga. Le stesse telecamere non hanno inquadrato persone sospette. Questi e altri elementi (l’uomo indossava guanti in lattice e sul coltello non c’erano impronte) hanno portato il pm Cecilia Vassena a chiedere al gip l’archiviazione. Ma il caso non è chiuso.

La consulenza medico legale

La consulenza del medico legale nominato dalla famiglia, il professor Fernando Panarese, ha analizzato la ferita arrivando alla "ricostruzione più logica" di un’aggressione alle spalle. Per tagliarsi la gola da solo, Ansaldi avrebbe dovuto effettuare "movimenti al limite del possibile" con la "postura meno agevole" e la "modalità meno efficace". Utilizzando, tra l’altro, un coltello dalla provenienza misteriosa quando avrebbe potuto usare un bisturi.

Ma non sono gli unici elementi strani. Il telefono e il portafogli della vittima non sono mai stati trovati. Vicino al corpo, invece, c’era il Rolex di Ansaldi. "Per quale ragione – si chiedono i legali della famiglia – si sarebbe sfilato l’orologio di valore dal polso? Questo gesto non suggerisce forse la preoccupazione per una rapina?". Poi ci sono le testimonianze dei parenti più stretti. Il fratello del medico, ascoltato l’8 gennaio 2021, ha escluso l’ipotesi di un suicidio dovuto a difficoltà finanziarie: "Quando ha avuto problemi non ha mai alluso a tale circostanza".