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7 mag 2022

Massaua, sparita una prima 12 bimbi da "dirottare"

Doccia fredda dopo l’iscrizione confermata a gennaio: resta una classe da 26. Genitori sul piede di guerra: scelta per il metodo Pizzigoni, no al sorteggio

7 mag 2022
simona ballatore
Cronaca
Il preside Manfredo Tortoreto
Il preside Manfredo Tortoreto
Il preside Manfredo Tortoreto
Il preside Manfredo Tortoreto
Il preside Manfredo Tortoreto
Il preside Manfredo Tortoreto

di Simona Ballatore

Sulla carta, a gennaio, erano in 38: due prime da 19. A maggio la doccia fredda: la scuola Massaua perde una classe. Ventisei resteranno lì, tra i quali un bimbo con gravi disabilità; gli altri 12 saranno dirottati alla primaria Scrosati, che quindi formerà tre prime da 2324 bambini ciascuna. Ma non ci stanno i genitori, che promettono battaglia e confidano in un dietrofront del provveditorato. "Ho una bimba che dovrà cominciare la prima – racconta una mamma –, l’ho scelta per il metodo sperimentale Pizzigoni. Avevo ricevuto la mail di conferma dal ministero. E ora? Estrarranno a sorte i nomi di chi sarà escluso? Assurdo. E ormai è tardi per cercarsi un’alternativa". Nonostante attualmente la scolaresca di Massaua si trovi suddivisa negli edifici di Cardarelli e Scrosati, molte famiglie avevano iscritto i propri figli alla Massaua per dare fiducia al progetto di rilancio della scuola dopo l’odissea cantieri, con la chiusura improvvisa dell’edificio dichiarato inagibile nel mese di luglio del 2021, e in vista della costruzione di una scuola nuova in via Strozzi, attesa da quasi 9 anni. Non volevano sparisse un tassello importante del quartiere. "Abbiamo costruito questa progettualità in un anno straordinario, con sforzi incredibili, e i numeri ci davano ragione – ricorda amareggiato il dirigente scolastico, Manfredo Tortoreto – le due classi da 19 sono legittime, eravamo praticamente sicuri di averle, e invece è arrivata questa terribile sorpresa. Ho pensato a un errore. È irragionevole e poco lungimirante: ci stanno “uccidendo“ sulla carta invece di premiarci per avere vinto una corsa".

Tra i nodi al pettine - oltre alle classi da formare a Milano, che devono fare i conti con il calo demografico e l’organico - c’è quello del tempo pieno. "Mi avevano proposto come alternativa una classe a orario tradizionale – continua il preside –. Ma il tempo pieno a Milano non è un capriccio, è una necessità sociale, soprattutto in un quartiere come il nostro. Non si può affrontare tutto con un approccio aritmetico-burocratico". Le famiglie però non si arrendono, pronte a difendere la “loro“ scuola: "Salviamo la Massaua".

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