
Botteghe e circoli rappresentano un presidio sociale "Basta con i negozi che diventano appartamenti". La cooperativa: "Sogniamo una libreria nella zona".
"Trasformare gli (ex) negozi in appartamenti è una perdita per il quartiere. Perché in questo modo si toglie, ogni volta, un pezzo di tessuto sociale. Le botteghe sono punti di riferimento. Un’insegna accesa è una luce, prima ancora di indicare un’attività commerciale". Così riflette Paola Carta, che insieme a Paolo Camozzi ha aperto nel 2020 “La Servente“, negozio per gli appassionati e i professionisti della magia e dell’illusione. Un luogo che è realtà in via Monte Cengio, a Rogoredo. "La sicurezza si costruisce anche potendo contare gli uni sugli altri", continua. E "questo non è certo un quartiere dormitorio. Anzi: è ricco di attività". I residenti lo sanno bene. In prima linea Carlo Negri, autore di teatro e di televisione, oltre che regista, che in zona ha creato la base di “Amaca“, agenzia di Management di artisti. "Per me questo è il quartiere più bello di Milano. Perché è il più vero, il più autentico". Chi si dà da fare ogni giorno trasmette un messaggio: la sicurezza si raggiunge soprattutto facendo rete. Animando spazi. Rendendoli fruibili per tutti, così da allontanare le "cattive frequentazioni". E c’è chi ha un sogno: riempire gli spazi vuoti con attività "che facciano bene al quartiere". Con affitti calmierati.
"Quando sento dire che a Milano tanti spazi culturali chiudono per colpa degli affitti alle stelle (l’ultimo, “La libreria dei Ragazzi“ di via Tadino), io vorrei dire ai titolari: venite a Rogoredo. Lo spazio c’è. I canoni sono abbordabili. La clientela non manca. È un quartiere al centro di una rigenerazione, che contribuiamo tutti a portare avanti, ognuno nel suo piccolo", dice Marco Borsani, presidente del circolo culturale Arci Mondini e responsabile territoriale di Lum, che sta per Libera unione mutualistica, cooperativa di abitanti con più di un secolo di vita, che a Rogoredo ha circa 420 alloggi di proprietà, oltre a una serie di spazi commerciali.
Quello più grande è stato appena ristrutturato ed è in via Freikofel. "Tre vetrine per circa 90 metri quadri. È vicino al nostro circolo culturale e al supermercato Coop. Come già accade per gli altri nostri spazi commerciali, destinati a Caf, poliambulatorio, panificio, punto vendita luce e gas e laboratori artigiani, cerchiamo di favorire attività e servizi utili alla comunità (evitando ad esempio sale slot e minimarket, mentre non è possibile adibire il sito a bar/ristorante) a costi di affitto sostenibili, nello spirito cooperativo, che ha portato, in collaborazione con il Politecnico di Milano e con il Consorzio cooperative lavoratori (Ccl) alla nascita di Oca – Osservatorio casa abbordabile, progetto che ha l’obiettivo di monitorare il mercato della casa in affitto". Adesso questo spazio è “orfano“, in cerca di inquilino. "Il sogno? Avere una libreria nel quartiere". Chissà che qualcuno, magari in affanno con le spese in altri quartieri più centrali, non decida di accendere una nuova luce in via Freikofel.
M.V.