MARIANNA VAZZANA e MASSIMILIANO SAGGESE
Cronaca

Locate Triulzi, 40enne violentata mentre fa jogging: il dna può inchiodare lo stupratore

Zero telecamere e nessun testimone. Continuano le indagini sull’uomo in fuga. C'è un identitkit: circa 25 anni, origini nordafricane, una leggera barba

I carabinieri sul luogo dello stupro

I carabinieri sul luogo dello stupro

Milano - Proseguono a ritmo serrato le ricerche dell’aggressore della donna 40enne di Locate violentata mentre faceva jogging lungo la ciclopedonale vicino cascina Nesporedo, venerdì scorso. I sopralluoghi svolti dai carabinieri del Nucleo investigativo di Milano e della compagnia di San Donato Milanese si sono susseguiti nei giorni di festa e ora i militari continuano a passare al setaccio la zona attorno alla pista ciclopedonale in cui è avvenuta la violenza ma non solo. I militari hanno acquisito i filmati delle telecamere dell’area ma a quanto pare non ci sono occhi elettronici puntati sul luogo dell’aggressione.

La speranza è di riuscire a individuare la via di fuga attraverso le telecamere delle strade circostanti. A complicare la situazione, il fatto che non ci siano testimoni. Difficile anche trovare appigli dall’analisi del traffico telefonico, considerando il viavai di mezzi sulla provinciale. Si punta sul materiale biologico raccolto. In sostanza, a incastrare il violentatore con il dna.

Ricercato è un giovane tra i 20 e i 25 anni, alto 1,70 metri, con inflessione straniera verosimilmente nordafricana, carnagione olivastra, capelli ricci corti sulla nuca e sulle tempie e più lunghi sulla testa, barba leggera e con indosso un pile a collo alto bianco con cerniera e decorazioni blu. Questo a quanto raccontato dalla vittima ai militari.

I controlli intanto si estendono lungo le stradine che attraverso i campi portano a Francolino di Carpiano, Locate e alla provinciale 40. La ciclopedonale è spesso utilizzata dai lavoratori diretti in centri logistici, prevalentemente cittadini stranieri. Le fermate ferroviarie di San Giuliano e di Locate accolgono ogni giorno decine di lavoratori che raggiungono i capannoni industriali a piedi o in bicicletta. E non è escluso che la vittima sia stata seguita per un tratto. Attenzione anche ad edifici abbandonati, in particolare nella zona che va da Locate alla Binasca, che spesso la notte accolgono sbandati e senzatetto.

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