Lo stop della Regione ai gettonisti. Tre elenchi per i medici d’emergenza (e compensi uguali in tutti gli ospedali)

Al via il bando dell’Areu per reclutare i liberi professionisti che tamponeranno il buco delle cooperative. Bertolaso: remunerazione congrua a quella degli assunti. È il primo passo per riportarli nel pubblico.

Lo stop della Regione ai gettonisti. Tre elenchi per i medici d’emergenza (e compensi uguali in tutti gli ospedali)

Lo stop della Regione ai gettonisti. Tre elenchi per i medici d’emergenza (e compensi uguali in tutti gli ospedali)

Poco più di un mese fa la Regione Lombardia ha scritto la parola fine sull’utilizzo di medici e infermieri “a gettone” nelle strutture sanitarie pubbliche. L’idea è che il loro posto, man mano che i contratti con le cooperative andranno a scadenza senza possibilità di proroga, sia preso principalmente da “strutturati”, cioè assunti coi bandi degli ospedali che spesso vanno deserti anche perché la penuria di professionisti della sanità ha fatto lievitare i compensi a chiamata: "Fino a tre volte" quelli dei dipendenti che lavorano accanto a loro, denunciava l’anno scorso il ministro della Salute Orazio Schillaci dando una prima stretta all’utilizzo delle coop.

Che rappresenta "un modello iniquo", ripete l’assessore al Welfare Guido Bertolaso: la Lombardia è stata la prima e sinora l’unica Regione a raccogliere l’invito del ministro a rinunciarvi, e in attesa che si adeguino le confinanti (eliminando una potenziale concorrenza sleale) ha incaricato l’Areu di fare da cabina di regìa per costruire un sistema fondato soprattutto su “prestiti” di medici assunti tra Asst e ospedali, ma che prevede in caso di necessità anche l’ingaggio di liberi professionisti.

Con una procedura centralizzata, però, per tutti gli ospedali pubblici lombardi, che stabilisce anche i loro compensi garantendo che siano "congrui rispetto a quelli dei colleghi dipendenti", ha ricordato Bertolaso annunciando che l’Areu, il 5 gennaio, ha pubblicato il primo bando unificato per i medici che vogliono lavorare da liberi professionisti nell’emergenza-urgenza. Non si formerà una graduatoria, ma un elenco d’idonei, anzi tre: per i pronto soccorso, per i servizi di Anestesia e rianimazione, e per gli ambulatori codici minori che la riforma avviata da Bertolaso prevede di dedicare ai pazienti meno gravi nei Ps. La remunerazione dei liberi professionisti è fissata, fino al 31 dicembre 2024, in 80 euro lordi all’ora per gli specialisti e i non specialisti con oltre tre anni d’esperienza specifica che fanno emergenza-urgenza ospedaliera; in 60 euro per gli specializzandi ingaggiati in pronto soccorso e nei servizi di Anestesia e rianimazione; in 40 euro per medici (specialisti, non specialisti o specializzandi) che lavorano negli ambulatori per codici minori. Le domande devono essere presentate dai medici - specialisti in Anestesia, rianimazione, terapia intensiva e del dolore, in Medicina d’emergenza urgenza, specializzandi in tutte le discipline e non specialisti – entro le 24 di sabato 20 gennaio (la procedura è sul sito www.areu.lombardia.it). Una volta formati gli elenchi, Asst e Irccs attingeranno ad essi, per tre volte al massimo ciascuno, per reclutare liberi professionisti (che potranno avere incarichi con più ospedali).

"È il primo passaggio per riportare i medici all’interno del servizio sanitario regionale - dice Bertolaso –. Il nostro auspicio è che decidano di rientrare anche partecipando ai bandi di concorso" per diventare (o tornare) dipendenti. Secondo Nicola Di Marco, capogruppo dei 5 Stelle al Pirellone, si tratta di "un sistema più ordinato di prima, ma è comunque un’istituzionalizzazione del “gettonismo“".

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