GIULIA BONEZZI
Cronaca

L’idea di Maran contro il caro casa "Una società per l’edilizia pubblica"

La proposta dell’assessore nel piano triennale del Comune per affrontare l’emergenza alloggi a Milano

L’idea di Maran contro il caro casa  "Una società per l’edilizia pubblica"

L’idea di Maran contro il caro casa "Una società per l’edilizia pubblica"

di Giulia Bonezzi

Una "Società della Casa" che non si limiti a gestire il patrimonio di edilizia comunale oggi affidato a MM ma lavori per allargarlo, arrivando a 25 mila alloggi popolari assegnati e a 10mila in housing sociale nei prossimi anni. E per allargare il target, costruendo strategie per rispondere al bisogno abitativo di una fascia sempre più ampia di milanesi non abbastanza “poveri” per i criteri di assegnazione ma non abbastanza “ricchi” da permettersi una casa, anche in affitto, su un mercato immobiliare i cui prezzi, a fronte di stipendi fermi, corrono a Milano come in nessun’altra città italiana ma similmente a capitali europee entrate prima di lei in questa "crisi di crescita". È una delle idee contenute nel piano "Una nuova strategia per la casa", documento di visione strategica triennale preparato dall’assessorato alla Casa di Palazzo Marino che sarà presentato domani all’apertura del Forum dell’abitare a Base Milano dall’assessore Pierfrancesco Maran. Che ieri, inaugurando la nuova portineria di quartiere che tra quattro anni arriverà a servire 15mila abitanti a Cascina Merlata, ha ricordato come "i progetti di social housing sono una risorsa fondamentale per dare una risposta a chi cerca casa a Milano".

Il documento (che dovrà poi essere approvato dal Consiglio comunale) prende di petto la questione diventata un’urgenza a Milano i cui abitanti, negli ultimi 15 anni, non solo sono aumentati a 1,4 milioni ma sono anche cambiati del 60%, tra nuovi nati e arrivati dal 2008. Il rischio, in questa città attrattiva per studio, lavoro, investimenti, dove chi possiede una casa ne ha visto aumentare il valore anche di oltre il 50% in cinque anni, è che a decidere il turnover siano a un certo punto solo le possibilità economiche. Il piano approfondisce il ragionamento sulle "case pubbliche", che a Milano sono il 10% del totale: tante rispetto alla media nazionale (4%), ma metà della media europea. In Italia, sottolinea il documento, occorre ripristinare in qualche forma quel finanziamento strutturale dello Stato che si è esaurito dagli anni Novanta per le case popolari: la regionale Aler per sostenersi ha ceduto, negli ultimi quarant’anni, circa il 30% del proprio patrimonio, passando da 100 mila a 70 mila alloggi nell’area metropolitana di Milano. Il Comune, delle sue 28 mila abitazioni, ne ha assegnate 22 mila: le altre sono sfitte perché hanno bisogno risorse per essere ristrutturate.

Una delle strategie per uscire dall’impasse, ma anche rispondere a nuovi bisogni abitativi, secondo il Comune è allargare il mix dei destinatari delle "case pubbliche", sul modello del Nord Europa. Un esempio è il progetto "Casa ai lavoratori", da poco avviato coi primi 316 appartamenti sfitti di MM che potranno essere assegnati a dipendenti di servizi essenziali e di società pubbliche o private che li ristruttureranno, anche col supporto del datore di lavoro, in cambio di un canone agevolato e “scontato” dei costi sostenuti. L’obiettivo è arrivare a un affitto intorno ai 500 euro al mese e assegnare così in breve tempo oltre duemila appartamenti.

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