L’appello degli Amici di San Martino. Raccolto il 380% in più di aiuti

Grezzago, il pavimento della chiesetta sprofonda, arrivati i fondi per mettere in sicurezza la struttura

L’appello degli Amici di San Martino. Raccolto il 380% in più di aiuti
L’appello degli Amici di San Martino. Raccolto il 380% in più di aiuti

Il pavimento della chiesa sprofonda, gli Amici di San Martino lanciano la raccolta fondi e rastrellano il 380% più del necessario per sistemarlo: 11.388 euro per un restyling che "metta in sicurezza l’edificio e i fedeli". Ancora una volta la devozione popolare salva il gioiello costruito negli anni Quaranta, anche allora grazie alla generosità dei parrocchiani. Una catena solidale lanciata sulla piattaforma ideaginger si è rivelata un successo oltre ogni aspettativa.

A mettere in crisi l’edificio le piastrelle, che "piano piano hanno provocato anche crepe nella volta dell’altare". Un cedimento che "ha implicazioni che vanno oltre l’estetica", per i promotori preoccupati per i devoti della Madonna del Rosario che pregano proprio dove ci sono gli avvallamenti. Così i volontari nel primo mese erano riusciti a raggiungere i 1.400 euro indicati come obiettivo iniziale, ma poi sono andati ben oltre il raddoppio raggiungendo una cifra che non si sarebbero neppure sognati. Così la lista degli interventi si allunga: "C’è anche il campanile da sistemare - anticipano -. La nostra comunità è legata a questo luogo da un affetto profondo, è stato costruito dai nostri anziani durante la Seconda guerra mondiale, quando tutto il paese partecipò alla realizzazione autotassandosi". Tutti donarono qualcosa in momento in cui non c’era praticamente niente. Oggi tanti benefattori si sono fatti avanti. Come fra il 1942 e il ‘46 "quando quasi tutti gli abitanti di Grezzago furono coinvolti nel cantiere di San Martino e misero a disposizione 2 chili e 3 etti d’argento, 130 grammi di oro, un quintale di rame per gli arredi, vesti per il parroco e i chierichetti, ricami e suppellettili varie". I soldi furono abbastanza per costruire una chiesa povera, "semplice e sobria, ma accogliente e raccolta". "All’interno non ci sono opere di particolare pregio e valore, ma la statua della Madonna occupa un posto privilegiato nel cuore di tutti. Non è la patrona, ma la gente le è devota. Da qui la necessità di sistemare il pavimento ai suoi piedi".

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