Ladri in trasferta da Napoli al nord: nascosti nei frigoriferi per evitare i vigilantes. Ecco come colpivano

L’obiettivo della banda erano negozi, catene di informatica o elettrodomestici. Uno distraeva i commessi, gli altri facevano razzia sugli scaffali

Gli accertamenti della Polizia Postale hanno dato il via all'operazione

Gli accertamenti della Polizia Postale hanno dato il via all'operazione

Milano, 10 marzo 2024 – Le modalità da trasfertisti: blitz di qualche giorno dalla Campania, con l’obiettivo già chiaro in testa. La precisa ripartizione dei ruoli tra chi si occupava di distrarre addetti alle vendite e vigilantes e chi si infilava nei frigoriferi in esposizione per sfilare le placche antitaccheggio da tablet, smartphone di ultima generazione e consolle per giochi. Un bottino di circa mezzo milione di euro.

Il gruppo di ladri smantellato nei giorni scorsi dagli specialisti del Centro operativo per la sicurezza cibernetica di Milano era composto da due uomini di 42 e 44 anni e due donne di 26 e 36 anni, tutti con precedenti: il presunto capo era il quarantaduenne, originario della provincia di Napoli, con legami ipotizzati da precedenti operazioni con la criminalità organizzata. Arrestati a inizio febbraio su ordinanza emessa dal gip del Tribunale di Firenze, due settimane dopo la misura cautelare è stata attenuata per tre di loro con l’obbligo di dimora nel Comune di residenza e l’obbligo di presentazione bisettimanale alla polizia giudiziaria.

L’indagine degli agenti della Postale guidati dal funzionario Rocco Nardulli viene da lontano. Sì, perché inizialmente gli accertamenti investigativi si sono concentrati sulla sparizione sospetta di diversi pacchetti di carte di credito, intercettate e trafugate nel passaggio tra l’azienda produttrice e i destinatari finali, i correntisti degli istituti di credito. Dopo i furti, i ladri acquisivano i dati dei proprietari e li contattavano, spacciandosi per operatori del servizio clienti, per ottenere il pin e gli altri dati essenziali della card e azzerarne il plafond. Passo dopo passo, i poliziotti sono arrivati al quarantaduenne, ritenuto il collettore di quelle carte di credito, che venivano di volta in volta smistate anche ad altri gruppi criminali. A quel punto, gli agenti si sono concentrati su di lui, che poi si è rivelato essere l’anello di congiunzione tra le due attività illecite. I suoi movimenti in giro per l’Italia, quasi sempre in compagnia dei tre complici, hanno fatto pensare in un primo momento che si recasse nei punti vendita Mediaworld per acquistare elettrodomestici o cellulari con le tessere rubate. Poi, però, l’analisi approfondita delle immagini registrate dai circuiti interni di videosorveglianza ha cambiato la prospettiva investigativa: il quarantaduenne si aggirava tra gli scaffali per rubare. I primi colpi ricostruiti dagli agenti risalgono al 2022, a Lucca e in un centro commerciale di Firenze.

La serie è proseguita a Benevento, Bergamo, Avezzano (L’Aquila) e Albignasego (Padova). Valore complessivo della merce sparita: più di 500mila euro. L’inchiesta, che è andata avanti per un anno e mezzo, ha ricostruito con esattezza il modus operandi: uno dei quattro chiedeva informazioni agli addetti alle vendita, mentre altri due si muovevano tra i corridoi a caccia di oggetti da portare via. Nel frattempo, il quarto aveva già levato mensole e cassetti dai frigoriferi in esposizione per infilarcisi dentro e attendere che i complici gli passassero la refurtiva: lì, al riparo da occhi indiscreti, l’operativo toglieva i dispositivi antitaccheggio e passava gli oggetti alle donne, che li nascondevano nelle borse per poi uscire indisturbate. Quindi il viaggio di ritorno in direzione Napoli.

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