Milano, presa la banda dei ladri acrobati: 4 albanesi in carcere

Scalavano le facciate dei palazzi o si calavano dai tetti. In due settimane 17 colpi, il quartier generale in un box di Rozzano

Il frame di un video girato dagli inquirenti durante le indagini

Il frame di un video girato dagli inquirenti durante le indagini

Milano, 5 dicembre 2023 – I ladri acrobati scalavano le facciate dei palazzi o si calavano dai tetti per razziare gli appartamenti nel mirino. A colpo finito, la banda scappava su auto di grossa cilindrata con targhe clonate. Gli investigatori della polizia ne hanno agganciata una e da lì sono riusciti a risalire al gruppo organizzato.

Così gli agenti della sezione "Criminalità straniera" della Squadra mobile, coordinati dal dirigente Marco Calì e dal funzionario Giovanni Calagna, hanno fermato nelle ultime ore quattro cittadini albanesi di 30, 32, 34 e 41 anni, rintracciati nelle rispettive abitazioni di Paderno Dugnano, Varedo e Limbiate: sono ritenuti responsabili di ben 17 furti in diverse province lombarde in appena due settimane. Più di uno al giorno di media.

L'inchiesta

L’attività d’indagine ha preso il via dall’individuazione di un’autovettura di grossa cilindrata, rubata, utilizzata dalla gang per raggiungere i luoghi dei furti e poi darsi alla fuga: su questo veicolo, i malviventi erano soliti applicare targhe clonate da altre macchine per renderne difficoltosa la tracciabilità attraverso le immagini delle telecamere a presidio dei varchi cittadini. I servizi di osservazione e pedinamento, la visione dei filmati dei sistemi di videosorveglianza e l’attività tecnica di intercettazione telefonica e ambientale hanno permesso ai poliziotti di via Fatebenefratelli di individuare altre auto in uso al gruppo criminale e di raccogliere elementi di riscontro sulla responsabilità dei quattro albanesi in 17 colpi consumati tra il 14 e il 28 ottobre scorsi, commessi con la tecnica dell’arrampicata o calandosi dai tetti per raggiungere gli appartamenti da svaligiare.

Il blitz

Le perquisizioni domiciliari effettuate dalla Mobile hanno permesso di rinvenire, in un box a Rozzano nella disponibilità degli indagati, una delle auto di grossa cilindrata utilizzate per commettere i furti. Sono stati trovati e sequestrati anche indumenti indossati in occasione dei raid, attrezzi atti allo scasso, una sega circolare, apparecchi ricetrasmittenti, torce, chiavi di autovetture, soldi contanti, monili e orologi di provenienza furtiva. Nel corso del servizio, inoltre, è stato sottoposto a controllo un altro cittadino albanese, anch’esso gravato da precedenti di polizia, che è stato accompagnato in Questura per ulteriori accertamenti.

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