L’accademia cerca spazi. Brera, la svolta del campus. Rogito vicino (dopo 6 anni)

Nel 2025 traslocheranno i laboratori nell’ex Scalo Farini e le prime aule. Crescono gli iscritti, anche dall’estero. E Bob Wilson diventa socio onorario.

L’accademia cerca spazi. Brera, la svolta del campus. Rogito vicino (dopo 6 anni)
L’accademia cerca spazi. Brera, la svolta del campus. Rogito vicino (dopo 6 anni)

"La buona notizia è che finalmente entro febbraio, dopo sei anni, firmeremo il rogito e diventeremo legalmente proprietari delle aree". Con uno sguardo al futuro Campus delle Arti nell’ex Scalo Farini il presidente Diego Visconti ha aperto il nuovo anno dell’Accademia di Brera. Presidente della Fondazione Italiana Accenture per vent’anni, a giugno ha raccolto da Livia Pomodoro il testimone e guida ora l’accademia che conta 4.257 iscritti (erano 4.196 nel 2002/23), attrae più studenti dall’estero (1.024) ed è a caccia di spazi e, soprattutto, di laboratori. "Il problema si è recentemente aggravato per lo sfratto esecutivo e non più prorogabile dei locali di viale Marche in gestione alla Città metropolitana", spiega Visconti. A gennaio sono rientrati tutti gli studenti, si è cercato di affrontare l’emergenza rivedendo i calendari delle lezioni. Parallelamente "sono stati acquisiti, con apposite convenzioni, spazi nel centro studi Brera con una bellissima sala di circa 100 posti e grazie al sostegno attivo della Pinacoteca è stata messa a disposizione la Mediateca di via Moscova, altra struttura magnifica, con ulteriori 100 posti". Pronto a dare una mano anche l’Istituto Lombardo, lì accanto, mentre la ricerca continua senza sosta nell’attesa che prenda forma il progetto Scalo-Farini: qui saranno trasferiti parte della didattica e dei laboratori, oggi sparsi in varie sedi, e ci sarà uno studentato da 400 posti. "Sarà un salto quantico per l’Accademia, per Milano e l’Italia intera". Si procederà per fasi con l’obiettivo di "riuscire a trasferire alcune attività, specie quelle laboratoriali, già alla fine del 2025".

L’anno si è aperto anche con il diploma accademico honoris causa in Scenografia all’artista Bob Wilson, al quale è stato conferito anche il titolo di socio onorario dell’Accademia di Brera perché "ha contribuito in modo unico alla costruzione di una nuova poetica teatrale; ha disegnato spazi straordinari, espressione del pensiero scientifico moderno e della sensibilità dell’uomo contemporaneo. Ha concepito e resa operativa una messa in scena come Arte Totale, introducendo nuove modalità di visione scenica, ridefinendo i confini e i codici linguistici per comporre uno spazio “immateriale”, fatto di pura luce ed energia". E, si legge ancora nelle motivazioni, "egli ha mantenuto sempre vivo il sogno di uno spazio “attivo”, luogo d’arte per tutti, non solo dal punto di vista puramente estetico, ma anche etico".

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