La Colonna del Diavolo. Imprigionata tra i dehors tornerà libera nel 2025

Turco (Pd): il simbolo a Sant’Ambrogio è circondato dagli arredi di un locale. La Giunta: concessioni commerciali temporanee, non saranno rinnovate.

La Colonna del Diavolo. Imprigionata tra i dehors tornerà libera nel 2025

La Colonna del Diavolo. Imprigionata tra i dehors tornerà libera nel 2025

La Colonna del Diavolo resterà ingabbiata tra dehors e tavolini di un locale per un altro anno, per tutto il 2024, ma dal 2025 dovrebbe tornare libera e mostrarsi in tutto il suo splendore e la sua storia. Sì, parliamo della colonna di epoca romana posta in piazza Sant’Ambrogio a pochi passi dalla basilica dedicata al Santo patrono di Milano. Il nome è legato a una leggenda secondo la quale la colonna fu testimone di una lotta tra Sant’Ambrogio e il diavolo. La colonna, che è in marmo cipollino con capitello corinzio, originariamente apparteneva al palazzo imperiale romano di Milano, costruito dall’imperatore Massimiano alla fine del III Secolo, nell’epoca in cui la città romana di Mediolanum (la moderna Milano) diventò capitale dell’Impero romano d’Occidente.

Insomma, un pezzo di storia della città, che ora è circondato dagli arredi di un locale, come se fosse un semplice ornamento per il popolo dell’aperitivo e dei pranzi all’aperto. Una situazione inaccettabile, secondo il consigliere del Partito democratico Angelo Turco, che lunedì pomeriggio ha presentato una Domanda a risposta immediata all’assessora allo Sviluppo economico Alessia Cappello proprio sulla Colonna del Diavolo imprigionata tra dehors, tavolini e sedie. "La Colonna del Diavolo è un simbolo di Milano, ad esso sono legate alcune leggende popolari relative alla storia della nostra città – ha esordito in aula il dem Turco –. Purtroppo la Colonna ad oggi risulta risulta circondata e “aggredita“ dai tavolini e dai dehors di un locale commerciale. Questa vicenda racconta bene come nella nostra città ci sia ancora molta strada da fare per affermare un principio molto semplice: il bene comune, il bene pubblico dovrebbe prevalere sugli interessi privati. In questo caso non è avvenuto".

La risposta della Cappello non si è fatta attendere: "Quell’area è oggetto di due concessioni temporanee leggere, rilasciate una nella fase del Covid-19, per far fronte all’impossibilità di entrare all’interno dei pubblici esercizi, e l’altra in occasione della partenza dei lavori del M4 in via San Vittore. Queste due concessioni sono temporanee e hanno registrato un parere negativo da parte degli uffici tecnici del Comune. Ciò significa che al termine delle proroghe dovute dal Covid e dai lavori della M4 quel suolo pubblico tornerà ad essere il bene primario e sarà libero da occupazioni".

L’assessora aggiunge che "entrambe le occupazioni non hanno possibilità di diventare permanenti. La proroga per la prima concessione, relativa al Covid, è stata rinnovata dai Governi Draghi e Meloni e durerà fino al 31 dicembre prossimo. Allo scadere, la concessione scadrà e il suolo sarà liberato. L’altra concessione relativa a M4, invece, durerà fino alla riapertura di via San Vittore, al termine dei lavori: l’attività commerciale rientrerà nel suo luogo di origine".

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