ANDREA GIANNI
Cronaca

Jihadista arrestata: "Sogno di morire da martire. Decapitato a Parigi? Un non credente"

Settemila messaggi su Telegram e legami con una rete europea. Foto di un neonato con la pistola: vuole ammazzare

Bleona Tafallari, la jihadista arrestata

Bleona Tafallari, la jihadista arrestata

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Milano - Il sogno, a 16 anni, è "un marito con capelli lunghi e barba", con cui morire da martire dopo un matrimonio "bagnato con il sangue dei miscredenti". Propositi deliranti che emergono da una conversazione su Telegram fra Bleona Tafallari, la 19enne originaria del Kosovo arrestata ieri a Milano con l’accusa di terrorismo internazionale per aver aderito al gruppo 'Leoni dei Balcani', e una minorenne kosovara, “Fatina“.

Le ragazze si chiamano reciprocamente “Leonessa“, usano come emoticon bandiere nere dell’Isis e coltelli. "Quando avrò un bambino farò una festa", afferma Fatina. "Hahaha...con gli Ak47. Bisogna festeggiare", risponde Bleona Tafallari. "Non lasciamo neppure un miscredente ovviamente. Si riempie di sangue", replica l’interlocutrice minorenne, nella chat acquisita dalla Digos. "E tuo marito viene a prenderti con la macchina e la bandiera davanti alla macchina", afferma la 19enne. La ragazzina, poi, esprime il desiderio di "essere un martire, cadere entrambi". E Bleona: "Che dio possa far in modo che ciò accada".

In altri gruppi Telegram in lingua albanese, (“La morale della donna musulmana”, “La prima forma dell’Islam stabilito durante il tempo di Ibrahim”) venivano esaltate le gesta del Califfato e gli attentati. Tafallari si presenta con il nickname di “Al Muhajirah”, ovvero la sposa pellegrina, figura nota che incarna la giovane fuggita da “Dar Al-Kufr”, il “paese dei miscredenti“, per fare ritorno nella “casa dell’Islam“. Indica a una giovanissima interlocutrice, come modello di “uomo da sposare“, il mujaheddin con capelli lunghi e barba. Propone un contatto con un "fratello" 19enne. Non solo propositi deliranti sui social, ma legami reali con terroristi. Il marito di Bleona Tafallari, Perparim Veliqi, kosovaro residente in Germania, lo scorso 7 luglio ha subito una perquisizione da parte della Polizia federale tedesca in quanto ritenuto collegato a Kujtim Fejzulai, il 20enne che a novembre dell’anno scorso a Vienna, armato di un fucile d’assalto, ha ucciso 4 persone e ne ha ferite 22 prima di essere abbattuto dalle forze speciali.

Gli investigatori hanno documentato una intensissima attività di propaganda e proselitismo su Telegram da parte di Bleona Tafallari: settimila messaggi, quasi tutti in lingua albanese. Proclami, esaltazioni religiose, esultanza dopo recenti attentati di “lupi solitari“ in città europee, scambi di informazioni su attentati nel mondo, video e immagini. In una chat, riportata nell’ordinanza di custodia cautelare disposta dal gip Carlo Ottone De Marchi, l’interlocutrice invia la foto del figlio neonato con in testa una cuffietta nera con versi sacri, a fianco una pistola. "Io vorrei quella cosa che ha toccato", scrive Bleona, riferendosi all’arma. E la donna risponde: "Qualcuno vuole ammazzare". Poi, in un’altra conversazione dello scorso 16 ottobre, esulta insieme al marito dopo l’omicidio a Parigi del professore Samuel Paty: "Ha decapitato il non credente....Lezione per tutti gli altri insegnanti".