SIMONA BALLATORE e FEDERICO MAGNI
Cronaca

Linate, la casa dei jet privati: così i vip volano e inquinano con viaggi senza senso

Il dossier di Greenpeace sullo scalo milanese: voli privati cresciuti del 64% in un anno. Più della metà percorrono meno di 700 chilometri. E c’è persino chi si fa Milano-Brescia

Un jet privato

Un jet privato

Milano – È Linate lo scalo italiano più frequentato dai jet privati in Italia, settimo in Europa, davanti pure all’aeroporto di Amsterdam Schiphol, che non compare tra i primi 10 ma ha appena annunciato la stretta: vieterà i jet privati entro il 2025 (oltre ad abolire i voli notturni).

Tonnellate di CO2

Se il tema per anni era rimasto fuori dai radar italiani, da 10 mesi c’è chi "guarda il cielo" e sui social fa i conti in tasca a star, politici e industriali tracciando i chilometri e traducendoli non solo in tonnellate di anidride carbonica. A colpi di meme e tracciati, infatti, la pagina “Jet dei ricchi“ spiega quanto una persona media impiegherebbe a raggiungere lo stesso grado di inquinamento prodotto dai vip in una manciata di ore (a volte pure minuti, perché oltre la metà dei voli è su tratte brevissime).

Servono dei limiti

A commissionare un rapporto ad hoc sull’Europa e sull’Italia, è stata Greenpeace (lo studio è stato realizzato da CE Delf nel mese di marzo) e il dibattito è atterrato in questi giorni per la prima volta anche in Parlamento con una prima proposta di legge - depositata da Alleanza Verdi Sinistra - per chiedere di regolamentare anche in Italia l’aviazione privata, “bannandola“ quando la stessa tratta è coperta da mezzi meno inquinanti in meno di 240 minuti, introducendo l’accisa sul cherosene e una tassa per i passeggeri.

Boom a Linate

A livello europeo i jet privati sono aumentati del 64% nell’ultimo anno: il 55% dei voli ha percorso distanze inferiori ai 700 chilometri e il 24% una distanza tra i 250 e i 500 chilometri. Nella lista “nera“ anche tratte italiane e lombarde brevissime.

"Quella che salta più agli occhi ed è paradossale è la Milano-Roma - spiega Federico Spadini, che si occupa della campagna trasporti per Greenpeace Italia - 1.667 voli nel 2022 via jet nonostante sia percorribile in meno di tre ore. È fra le più frequentate a livello europeo".

Se con i suoi 625.995 passeggeri a febbraio per i voli di linea nazionali (statistiche mensili di Assaeroporti), Linate sul podio non c’è (è al quinto posto), superato da Venezia, nello stesso mese sono stati 1.842 i movimenti dell’aviazione generale (una buona fetta si riferisce ai jet privati anche se il dato non è scorporato), con 3.397 passeggeri (11% in più rispetto a gennaio) e con oltre 8.397 movimenti supera i 6.835 della Capitale e i 4.933 voli del terzo in classifica: Olbia.

Addirittura Milano-Brescia

"Il report non quantifica solo l’impatto climatico ma mostra tratte nonsense - aggiunge Spadini - come la Milano-Brescia: 55 chilometri percorribili in treno in 35 minuti. Tra decollo e atterraggio non è neppure competitiva".

Si muove Bruxelles

Intanto a Bruxelles è approdato anche uno studio condotto dall’osservatorio Green di Bocconi con Ferrovie Italiane per connettere maggiormente gli aeroporti europei e creare più sinergie con le compagnie aeree, limitando il più possibile anche le rotte di linea brevi, potenziando quelle su lungo raggio, sulla scia della Francia.

Crisi climatica

"Buoni inizi anche se non basta, occorre un approccio sistemico - chiudono da Greenpeace -. Salutiamo con favore la proposta depositata in Parlamento sui jet, che punta a estendere le limitazioni nel 2030 a tutte le tratte percorribili con mezzi più sostenibili. Crisi energetica e crisi climatica sono due facce della stessa medaglia. Bisogna cominciare a intervenire regolamentando gli ambiti in cui c’è più spreco. È vero che i jet privati pesano per una piccola parte, non lo neghiamo, ma se si considerano le emissioni per passeggero per chilometro sono il mezzo di trasporto più inquinante che esista".