Sull’allarme inquinamento a Milano è scontro tra Sala e Fontana. E intanto tornano le domeniche a piedi

Il sindaco: su Trenord la Regione è veloce come un bradipo. Il governatore: e voi lenti sulla sicurezza. L’assessora comunale all’Ambiente: subito un tavolo con il Pirellone, bisogna inasprire le misure anti-traffico

Allarme smog in città

Allarme smog in città

Milano – Un botta e risposta senza esclusione di colpi (dialettici) tra il sindaco Giuseppe Sala e il governatore lombardo Attilio Fontana. Ma non solo. Sul fronte della battaglia contro l’inquinamento, ieri si è registrata anche la proposta del Comune alla Regione di aprire subito un tavolo tecnico per studiare misure più efficaci per contrastare lo smog, dopo l’allarme dei 22 giorni di sforamento dei limiti della polveri sottili da Pm10 già accumulati nel 2024. Un appello lanciato da Sala e rilanciato dall’assessora comunale all’Ambiente Elena Grandi, che ipotizza anche "domeniche a piedi a macchia di leopardo: siamo ancora in una fase di studio, per avviare una sperimentazione su alcuni luoghi della città da chiudere alle auto la domenica, sull’esempio del No Parking Day di qualche mese fa. Sarebbe una misura strutturale, non emergenziale".

Ma ripartiamo da capo. Dopo l’affondo di mercoledì di Fontana ("la chiusura del Quadrilatero alle auto? Sono convinto che non si risolvano i problemi dell’inquinamento e della circolazione con queste misure, però il sindaco è lui e quindi è libero di fare quello che ritiene più opportuno"), Sala replica così: "È un cristallino esempio di benaltrismo. Il problema sta sempre altrove e le soluzioni sono sempre altre. Io non ho mai detto che con la chiusura del traffico privato del Quadrilatero risolveremo i problemi dello smog ma mettendo insieme tutta una serie di misure miglioriamo la situazione. Cosa che non fa Regione Lombardia. Con tutto l’affetto per Fontana, visto che si parla di terzo mandato per i governatori, di questo passo gliene servono otto, di mandati, per mettere a posto Trenord o per fare qualcosa sul trasporto pubblico. Hanno la velocità del bradipo nel migliorare le cose. Ognuno deve fare la sua parte. Noi facciamo una serie di cose, non saranno mica tutte giuste, ovvio, ma non accettiamo l’idea di rassegnarci a non cambiare".

Fontana ribatte rispedendo al mittente l’accusa di lentezza da "bradipo" da parte della Regione: "Negli ultimi 20 anni siamo riusciti ad abbassare del 40% la diffusione di sostanze inquinanti nell’aria. Servono interventi di sistema più che la chiusura del centro storico o di qualche via. È stato piuttosto Sala lento ad accorgersi del problema sicurezza in città, tant’è che per cercare di risolverlo ha chiamato un ex capo della Polizia (Franco Gabrielli, ndr)". Il sindaco non ci sta e controreplica: "Da Regione Lombardia solo parole sul trasporto pubblico. Chi utilizza Trenord lo sa bene".

Grandi, intanto, sottolinea che la proposta di aprire un tavolo sull’emergenza smog "non è uno scaricabarile nei confronti della Regione, è un invito a lavorare insieme. Il problema dell’inquinamento è troppo serio. Non possiamo più permetterci di dire noi siamo sinistra, voi siete destra: la gente muore, ci sono bambini con la bronchite cronica e anziani che scompaiono cinque anni prima del previsto. Bisogna inasprire le misure, abbassare i giorni di sforamento da 5 a 2 per far scattare le misure di primo livello, ridurre i chilometri previsti dal Move In a livello regionale mentre a livello comunale noi l’abbiamo già fatto e stiamo studiando con il sindaco e l’assessore alla Mobilità Arianna Censi come ridurli ulteriormente". Non solo. L’assessora aggiunge: "Basta incentivi regionali per chi vuole acquistare auto diesel e a combustione. Gli investimenti strutturali regionali devono essere fatti per il trasporto pubblico. Ogni giorno ci sono 600 mila persone che entrano a Milano in auto perché i treni sono pochi".

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