Anna Giorgi
Cronaca

Travolte e uccise al casello dell’A4, la perizia: “Guidatore ha psicosi da fine del mondo”

Nello schianto, avvenuto lo scorso febbraio, hanno perso la vita due amiche, Laura Amato e Claudia Turconi. L’uomo sarà ricoverato in una Rems

Incidente casello A4 e nel riquadro le due vittime Laura Amato e Claudia Turconi

Incidente casello A4 e nel riquadro le due vittime Laura Amato e Claudia Turconi

Milano, 22 maggio 2023 – E’ arrivata la conferma. La  perizia psichiatrica ha dichiarato che “non era in grado di intendere e di volere” il guidatore italo-marocchino di 39 anni che lo scorso 18 febbraio ha travolto e ucciso Laura Amato e Claudia Turconi al casello della Ghisolfa, sulla A4. L’uomo è attualmente indagato per omicidio colposo plurimo.

La perizia: “Psicosi con crisi da fine del mondo”

Una psicosi paranoide con crisi “da fine del mondo”. È questo il disturbo di cui soffre il 39enne. Lo ha spiegato stamani, da quanto si è saputo, lo psichiatra Raniero Rossetti, a cui è stata affidata la perizia psichiatrica che ha accertato l'incapacità totale di intendere e volere dell'uomo al momento di fatti e la sua pericolosità sociale. Accertamento discusso oggi davanti al gip di Milano Ileana Ramundo, alla presenza del pm Paolo Filippini e dei legali del 39enne e delle persone offese, ossia i familiari delle vittime. E dei consulenti nominati dalle parti. Secondo il perito, da quanto si è saputo, sul comportamento del 39enne quella notte ha inciso quel disturbo psicotico di cui soffre da anni, non l'hashish né le benzodiazepine che aveva assunto.

Il ricovero in una Rems

Se il vizio totale di mente sarà riconosciuto nel processo, l'uomo verrà assolto per incapacità di intendere e volere.  Nei mesi scorsi il giudice aveva applicato una misura di sicurezza per pericolosità sociale, con obbligo di ricovero nel reparto di psichiatria dell'ospedale di Piacenza e libertà vigilata per un anno. È probabile che nelle prossime settimane sarà trasferito in una residenza per l'esecuzione delle misure di sicurezza o in una comunità protetta ad alta sicurezza.

La notte della tragedia

L'uomo era risultato positivo a cannabis e benzodiazepine ed era in cura da anni con una diagnosi di disturbi psicotici. Il 16 febbraio scorso ha avuto una crisi, è arrivato all'ospedale di Piacenza dal quale, però, si è allontanato. È ricomparso il giorno dopo all'aeroporto di Malpensa. Vedendo le sue condizioni, è stato accompagnato al presidio medico dove gli sono state somministrate gocce di un farmaco con benzodiazepine. È stato, poi, portato all'ospedale di Gallarate, ma anche da là se ne è andato. Ha chiamato un cugino e si è fatto portare a riprendere la macchina a Malpensa. Si è fermato in una piazzola di sosta e ha ripreso a guidare fino allo schianto. Malgrado i suoi disturbi, il 39enne aveva ancora la patente valida. Era pure stato dichiarato incapace di intendere e di volere in passato in un procedimento per rapina, lesioni e violenza privata. 

“Nessun segno di frenata”

Le indagini della polizia stradale di Novara non hanno trovato alcun nessun segno di frenata: l'auto dell’italo-marocchino, che quella notte viaggiava a quasi 150 chilometri orari, ha investito in pieno l’auto delle due donne. L'uomo era poi risultato positivo a cannabis e benzodiazepine ed era in cura da anni con una diagnosi di “disturbi psicotici”.

Il video dello schianto

I filmati di sorveglianza, registrati dalle telecamere della rete autostradale, sono serviti agli investigatori della polizia di Stato per ricostruire con precisione la dinamica dell'evento e attribuirne con certezza la responsabilità al conducente della Lancia Musa. Nel video si scorge l'auto di Laura Amato e Claudia Turconi mentre viaggia a velocità ridotta per immettersi nella pista riservata al ritiro del biglietto di pedaggio. Poco dopo si nota l’altro veicolo, lanciato a velocità sostenuta, colpire violentemente da dietro, il mezzo occupato dalla due donne, senza che ci sia alcun accenno di rallentamento da parte del 39enne. La clip si conclude con un fotogramma tragico: la Y su cui si trovavano Laura e Claudia viene proiettata in avanti per diversi metri.