Incendiate venti auto, dopo il raid lo sdegno: "Le indagini proseguono, chi sa parli"

Striscia di roghi da San Giuliano fino a San Donato Milanese, il sindaco Segala va all’attacco e chiede la verità

Mentre proseguono le indagini sul raid della notte fra il 7 e l’8 marzo quando sono state incendiate da ignoti circa venti auto fra San Giuliano e San Donato Milanese, i cittadini dei due Comuni chiedono più sicurezza a maggiore presenza, nelle ore notturne, delle forze dell’ordine. La striscia di roghi cominciata a San Giuliano e terminata a San Donato è stato un atto grave che ha sollevato la rabbia dei residenti e il sindaco di San Giuliano chiede: chi sa parli. "Le indagini stanno proseguendo. A chiunque abbia informazioni su quanto accaduto chiedo di contattare la Tenenza dei carabinieri di San Giuliano Milanese - sono le parole del primo cittadino di San Giuliano Marco Segala -. Noi abbiamo già messo a disposizione tutte le immagini del sistema di videosorveglianza della città".

Incendiate venti auto, dopo il raid lo sdegno: "Le indagini proseguono, chi sa parli"
Incendiate venti auto, dopo il raid lo sdegno: "Le indagini proseguono, chi sa parli"

I roghi sono avvenuti tra via Gorizia e via Dante a San Donato, e tra via Cervi e via Monti, a San Giuliano ed è certa l’origine dolosa. Segala aveva espresso fiducia nelle indagini dell’arma dei carabinieri sui fatti accaduti a San Donato e San Giuliano esprimendo solidarietà ai cittadini sangiulianesi e sandonatesi che hanno subito i danni. Nel sandonatese sono almeno un centinaio le spaccate e i furti messi a segno negli ultimi mesi: numeri impressionati per cui il sindaco di San Donato, Francesco Squeri, ha messo in cantiere un progetto sulla sicurezza che prevede il terzo turno serale nelle zone prese di mira da vandali e microcriminalità. Ma se i cittadini vorrebbero forze dell’ordine e polizia locale in campo anche di notte, il progetto Squeri ha ricevuto un rifiuto proprio dagli operatori della polizia locale sandonatese. A farsi portavoce del dissenso è Cse-Sulpl in una nota con la quale si ribadisce una posizione contraria al turno notturno. "Le principali criticità per l’introduzione del terzo turno in orario ordinario sono: numero insufficiente di agenti; struttura del comando inadatta per fare fronte a un moderno servizio di polizia locale; nessun incremento alla quota delle ore di straordinario, né alcun corrispettivo pecuniario per un’attività così gravosa". Una discussione che va avanti da tempo mentre San Donato attraversa uno dei periodi più critici sul tema sicurezza.

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