Impianti sportivi in città. Ipotesi per l’ex Palasharp: "Ospitalità dei volontari"

L’obiettivo del Comune è renderlo comunque una sede per i Giochi Milano-Cortina. L’assessore Riva in commissione. Per l’Agorà pronto il bando d’affidamento.

Impianti sportivi in città. Ipotesi per l’ex Palasharp: "Ospitalità dei volontari"

Impianti sportivi in città. Ipotesi per l’ex Palasharp: "Ospitalità dei volontari"

Quale sarà il futuro dell’ex Palasharp, che non sarà più sede olimpica per Milano-Cortina 2026? Se n’è parlato ieri in commissione congiunta Sport e Olimpiadi e Paralimpiadi a Palazzo Marino, durante la quale l’assessora Martina Riva ha spiegato quali sono le condizioni di diversi impianti in città e i progetti futuri. Per il complesso di Lampugnano, l’obiettivo del Comune è riuscire comunque a impiegarlo per i Giochi di Milano-Cortina. "Vogliamo che rimanga nel parametro olimpico – ha sottolineato l’assessora –. La Fondazione Milano-Cortina deve trovare una location per i broadcaster e per volontari, per attività generale di ospitalità. Stiamo lavorando per verificare lo stato degli impianti e i costi dell’operazione". L’assessora ha precisato che l’ipotesi è riadattarlo non per la capienza complessiva di 7mila persone ma per meno, sistemando solo il piano terra e non le tribune, visto che la struttura del tendone è in buone condizioni e ha resistito anche al nubifragio del 25 luglio. L’assessora ha ricordato che i costi per realizzare il progetto olimpico sono passati da 13 a 49 milioni e quindi l’operatore privato si è ritirato. "Stiamo valutando se ci sono gli estremi per un ricorso ma per una nuova progettualità non bastano pochi giorni e mesi. Ora dobbiamo pensare alle Olimpiadi, se poi si trasformasse in una sede non sportiva sarebbe un passo indietro".

Altro impianto, il Centro sportivo Saini: dal 1° ottobre termineranno le attività ma la sede resterà in custodia a Milanosport fino a fine anno. Poi, la riqualificazione grazie a un accordo di collaborazione tra Comune di Milano e Università degli Studi. "Nel perimetro degli impianti gestiti da Milanosport S.p.A. – scrive la società – entrano il Centro sportivo Sant’Ambrogio in zona Barona, il Cappelli in zona Tibaldi e il Carraro in zona Gratosoglio che verranno aperti al pubblico non appena terminate le attività di presa in carico". Per il Carraro si cercano già associazioni sportive che possano farlo rivivere. E per l’Agorà di via Dei Ciclamini, ancora chiuso? È pronto il bando per l’affidamento temporaneo del palaghiaccio e già la prossima settimana, ha riferito l’assessore, dovrebbe essere pubblicato. "Per la piscina Suzzani i lavori dovrebbero partire la prossima settimana e per la piscina Cardellino all’inizio del 2024, nel rispetto dei tempi dettati dai fondi Pnrr", dichiarano poi Alessandro Giungi, presidente della commissione consiliare Olimpiadi e Paralimpiadi Milano Cortina 2026 e Angelica Vasile, presidente Commissione Sport. "Quello che continua a preoccuparci è la sorte dell’ex Palasharp, il cui mancato rifacimento per i Giochi non può che considerarsi un’occasione mancata". Altro neo: i lavori per la nuova vita del Lido (a cura della società spagnola Ingesport health and SPA consulting S.A.). "È veramente ora che abbiano inizio. Rimane evidente che una simile fondamentale struttura, ormai chiusa da 4 anni, pone grandi interrogativi sullo strumento del partenariato pubblico privato".

M.V.