Caro affitti, la pioniera delle proteste in tenda Ilaria Lamera: “Torneremo a protestare”

La studentessa 24enne collabora con il team di ricercatori del Politecnico che sta analizzando il mercato immobiliare: “Troppi studenti delusi”

Ilaria Lamera, 24 anni, si sta per laureare in Ingegneria ambientale al Politecnico

Ilaria Lamera, 24 anni, si sta per laureare in Ingegneria ambientale al Politecnico

Milano – “Il 2 maggio torneranno le tende: ricorderemo la battaglia contro il caro-affitti cominciata un anno fa. Dopo l’Ambrogino d’oro non mi sono fermata come pensa qualcuno: sto dando una mano a una ricerca sull’abitare, lontano dai riflettori". Ilaria Lamera, 24 anni, studentessa di Ingegneria ambientale del Politecnico, aveva picchettato la prima canadese in piazza Leonardo Da Vinci, dando il via a una protesta che si è diffusa in tutta Italia.

Ripartirà la staffetta alle porte degli atenei?

"Vedremo, ci stiamo organizzando. Sicuramente il 2 maggio sarà una giornata per fare il punto della situazione, per capire cos’è cambiato rispetto a un anno fa e chi tornare a sollecitare perché, rispetto alle promesse, non ha fatto abbastanza".

Ha già un’idea?

"Sicuramente ci aspettavamo di più dalla Regione, che invece ha stanziato meno risorse sul diritto allo studio, come da parte del Governo: i soldi per gli studentati prima anticipati, poi ritirati o ’posticipati’ che fine hanno fatto? Anche dal Comune non siamo più stati chiamati. Forse dovremo tornare a farci sentire sì, perché i prezzi del mercato salgono ancora e cercare casa è sempre più estenuante".

Di cosa si sta occupando ora?

"Studio, devo laurearmi. Ma nel frattempo sto dandomi da fare, partecipando ad iniziative: venerdì sarò a Base dove parleranno di diritto dell’abitare. Mi dedico all’attivismo e collaboro con un gruppo di ricerca del Politecnico: sono felicissima di essere stata chiamata dalla professoressa Giuliana Costa. Abbiamo creato un primo questionario che aiuterò a diffondere per analizzare meglio buone e cattive pratiche. Cercherò di coinvolgere altri studenti e le realtà che ho conosciuto durante i giorni della protesta, penso al comitato “Abitare in via Padova“, a Noemi di “Case da incubo“. Vogliamo creare un servizio di orientamento serio, che funzioni, per aiutare gli studenti in questo mercato dai prezzi inaccessibili, evitando le frodi".

Sui social le chiedono dritte?

"Più che a me al movimento. C’è chi scrive: “Sono disperato, non so più dove dormire, posso venire in tenda con voi? E mi hanno contattato da altre città europee per condividere esperienze".

Secondo lei il tema “caro-affitti“ è sparito dai radar insieme alle tende?

"Se ne parla molto più di qualche anno fa e credo sia un grande risultato della nostra battaglia perché tutti sapevano, ma nessuno apriva il vaso di Pandora. Dal punto di vista dei giovani però noto più disinteresse. Il mio auspicio è che il 2 maggio avremo più studenti in piazza con noi. Sento persone molto deluse che mi dicono che è tutto inutile, che non cambierà mai nulla. E invece vale sempre la pena provarci, altrimenti resterebbe solo il rimorso di non aver fatto abbastanza".

Rifarebbe tutto?

"Certamente".

La vedremo presto in politica?

"Mi ha contattato qualcuno chiedendomi se volessi candidarmi alle Europee. Non mi sono posta neppure il problema: non ho l’età (sorride). Ma sono sempre disponibile a confrontarmi sul tema dell’abitare con tutti, indipendentemente dal colore politico".

Che fine ha fatto la sua canadese?

"Non lo so. Dopo l’occupazione del teatro di viale Gran Sasso non l’ho più trovata. Forse è finita tra quelle che sono state distribuite ai senzatetto e va bene così. Spero che la stia usando qualcuno a cui serve davvero. Io ho una famiglia che può darmi una mano per fortuna. A luglio deciderò se restare a Milano o tornare a fare la pendolare per non gravare troppo sui miei genitori. Ho picchettato quella tenda non per un problema personale ma collettivo, l’ho sempre detto".

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