Il massacro di via Pisa. L’arrestato si nascondeva a Pero. Ora è caccia ai suoi complici

Potrebbero essere una decina i componenti della banda che ha lasciato a terra un morto e due feriti. Sembra confermata l’ipotesi del regolamento di conti per la spartizione dei territori di spaccio.

Il massacro di via Pisa. L’arrestato si nascondeva a Pero. Ora è caccia ai suoi complici

Il massacro di via Pisa. L’arrestato si nascondeva a Pero. Ora è caccia ai suoi complici

È caccia ai complici, dopo che martedì sera i carabinieri hanno fermato un marocchino 32enne, che è ritenuto tra gli autori dell’assalto che ha messo a ferro e a fuoco via Pisa. Senza fissa dimora, anche lui pregiudicato, come la vittima e i due feriti, si nascondeva a Pero. Si cercano gli altri della banda: potrebbero essere addirittura una decina. Secondo alcune voci, dopo l’omicidio di Youssef Saadani e il massacro di altri due nordafricani, sarebbero scappati, sfrecciando a bordo di due auto ancora con le mazze in mano. Se si conoscono, le vie di fuga anche a piedi sono numerose tra sentieri nel bosco, alte siepi che impediscono di essere notati e recinzioni bucate e divelte proprio all’ingresso del Parco della Media Valle del Lambro, dove è partita la sparatoria.

E proprio dal parco partono ora le richieste di maggiore attenzione. "Non abbiamo mai avuto paura, non abbiamo mai avuto episodi criminosi qui. Ma questa parte di Sesto sembra dimenticata e abbandonata – dicono i residenti di Cascina Colombo –. Sulla strada si potrebbe cambiare e potenziare l’illuminazione, la pulizia potrebbe essere incrementata e anche sul boschetto potrebbero essere fatti dei ragionamenti". In via Pisa, come nel resto della città, dovrebbero arrivare i led per una nuova illuminazione pubblica. "Con le mie amiche d’estate andiamo a camminare. Sono sempre rientrata a casa quando è ancora chiaro. Col buio preferisco evitare: è pur sempre una zona isolata", confessa una storica residente. Anche Loredana Pastorino, anima della polisportiva Geas e vicepresidente del consiglio comunale, frequenta quel pezzo di parco. "Porto la mia cagnolina. Nelle ultime due settimane varie persone mi hanno suggerito di scegliere un altro posto, dicendomi che si vedeva girare gente sospetta, legata a giri di spaccio. Non mi va, però, di dover rinunciare a vivere un pezzo di città e lasciarlo a chi lo usa impropriamente. Al contrario, dobbiamo tornare a occupare gli spazi pubblici".

Lunedì sera in via Pisa due bande si sono scontrate. Vecchi conti da regolare, forse debiti, o la piazza sestese da contendersi, dopo la chiusura del giardino su via Grandi, poco distante, altra piazza di spaccio secondo le segnalazioni. Le indagini dei carabinieri, coordinati dal pm di Monza Alessandro Pepé, sono ancora in corso, per cercare di identificare uno a uno i componenti dei clan rivali.

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