ALESSANDRA ZANARDI
Cronaca

IL LAVORO DEL CUORE

Nasce nell’oasi di Cascina Sant’Alberto la prelibatezza che esce dall’azienda agricola di Rozzano "Niente sostanze chimiche, lavoratori in regola con i contratti". E si può acquistare nello spaccio.

IL LAVORO DEL CUORE

IL LAVORO DEL CUORE

Il pane come quello di una volta, fatto con cereali biologici macinati a pietra, lavorato con pasta madre e prodotto nell’oasi di ripopolamento faunistico di Cascina Sant’Alberto. È questa la prelibatezza che quotidianamente vede la luce nel forno artigianale dell’azienda agricola di Rozzano, lungo la strada della Bazzanella, nel cuore del Parco agricolo Sud MiIano. Rispettoso della tradizione e pensato per valorizzazione il territorio, il prodotto sfornato nelle campagne dell’hinterland raggiunge ogni giorno le tavole di alcuni fra i migliori ristoranti di Milano, oltre ad alberghi, agriturismi, gruppi di acquisto solidale, piccoli rivenditori e ai punti vendita della catena NaturaSi.

I consumatori possono inoltre acquistarlo nello spaccio interno alla Cascina, aperto tutti i giorni, tranne il sabato, dalle 16 alle 20. "Lo slogan è “buono, pulito e giusto” - osserva Walter Meles, amministratore e direttore di Cascina Sant’Alberto -. Significa che il nostro è un buon prodotto, realizzato senza sostanze chimiche e da lavoratori in regola coi contratti. Anche l’attenzione agli aspetti etici è un valore".

Attualmente il forno impiega 6 lavoratori, presenti a turno dalle 4 del mattino alle 22. È in questa ampia fascia oraria che vengono organizzate tutte le attività, dalla produzione alle consegne fino alla vendita diretta.

I forni sono alimentati a pellet, con scarti di segheria di abete puro.

"L’idea del pane è nata 10 anni fa da Marco Cabassi, proprietario della Cascina, dove si producono anche cereali. Abbiamo iniziato partecipando ai mercati di Sloow Food, Arci e Humanitaria: un modo per farci conoscere - racconta Meles -. Poi i volumi sono aumentati, ora produciamo 400 chili di pane al giorno.

Abbiamo 20 varietà, le più richieste sono il grano duro, i quattro cereali e l’integrale. Alcune linee seguono la stagionalità: ed ecco allora il pane con la zucca, o il cavolo nero.

La clientela? Condivide la nostra filosofia, di rispetto e attenzione". "Usiamo solo farine italiane - prosegue - e valorizziamo i grani antichi, anche per premiare gli agricoltori che hanno fatto scelte in questo senso: perciò siamo soliti dire che il nostro prodotto è a chilometro sincero. Il nostro pane può durare fino a 4 giorni, quindi è un alimento anti-spreco, ottimo anche se congelato".

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