Il frontman Meyer tra uscite in scena e voglia di riconferma

MILANO Per due volte sul palco. La prima per salutare il pubblico in sala e commentare la ...

Il frontman Meyer tra uscite in scena e voglia di riconferma
Il frontman Meyer tra uscite in scena e voglia di riconferma

Per due volte sul palco. La prima per salutare il pubblico in sala e commentare la decisione dell’Unesco di inserire il canto lirico italiano tra i patrimoni intangibili dell’umanità. La seconda alla fine del secondo intervallo per informare gli spettatori dell’improvviso problema alla gola accusato da Michele Pertusi e per invitarli a sostenerne la performance fino alla fine. Una serata da frontman per il sovrintendente Dominique Meyer, che prima del red carpet ha provato a spegnere le polemiche che hanno agitato la vigilia del Don Carlo: "La Prima della Scala è sempre un momento in cui escono tante cose, vere o false. Ho chiesto a tutti nel teatro di concentrarsi sul nostro lavoro, per produrre uno spettacolo bello e importante. Noi facciamo questo".

Poi il numero uno di via Filodrammatici ha ribadito il suo affetto per il Capo dello Stato Sergio Mattarella: "Ha sempre dimostrato un grande affetto per la Scala e sento molto la sua mancanza a livello personale", ha spiegato Meyer, ricordando la presenza del presidente della Repubblica anche nei momenti più duri della pandemia. Frasi da padrone di casa, che ormai sente suo il tempio della lirica. Il contratto scadrà nel febbraio 2025, e non è un mistero che il francese punti alla riconferma per altri 5 anni, forte dei risultati conseguiti in un primo mandato comunque segnato dal Covid. "Ragioniamo, ne dobbiamo ancora parlare", ha spiegato dal canto suo il sottosegretario alla Cultura Gianmarco Mazzi. Che poi ha aggiunto: "L’idea che abbiamo manifestato con la vicenda di Napoli voleva dare un segnale di rinnovamento, di garanzia di un ricambio della classe dirigente", con riferimento al decreto ribattezzato "anti Lissner" che ha fissato a 70 anni l’età massima per i dirigenti delle fondazioni. Detto altrimenti: per il Governo quella norma ha una ragion d’essere, nonostante il Tribunale del Lavoro di Napoli l’abbia bocciata a più riprese. Una norma che riguarda direttamente Meyer, che nell’agosto 2025 compirà 70 anni. Al momento, non è stato ancora fissato un incontro per discutere del futuro del Piermarini: il sindaco Giuseppe Sala spinge per una soluzione a inizio 2024. Meyer aspetta. E lavora. Nicola Palma

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