Il Consiglio regionale sullo smog. La destra chiede limiti ad hoc. Bocciato lo stato d’emergenza

Sulla scia del Governo, la maggioranza vota un ordine del giorno per negoziare con l’Ue. Il centrosinistra: irresponsabile continuare a minimizzare. E Fontana striglia i suoi assessori.

Il Consiglio regionale sullo smog. La destra chiede limiti ad hoc. Bocciato lo stato d’emergenza

Il Consiglio regionale sullo smog. La destra chiede limiti ad hoc. Bocciato lo stato d’emergenza

Il Consiglio regionale straordinario convocato per dibattere sulle misure utili ad arginare lo smog si è chiuso con la sola approvazione di un ordine del giorno della maggioranza di centrodestra. Respinte le mozioni con le quali le opposizioni di centrosinistra hanno sollecitato la Giunta lombarda a chiedere, tra l’altro, il riconoscimento dello stato di emergenza e l’aumento dei fondi destinata dalla Regione al trasporto pubblico. Il testo approvato dal centrodestra chiede, invece, all’esecutivo presieduto da Attilio Fontana di negoziare con l’Unione Europea misure anti-smog che tengano conto delle caratteristiche economiche e ambientali della Lombardia, anche a fronte delle "criticità" che derivano dall’applicazione della nuova Direttiva europea sulla qualità dell’aria. Da qui l’opportunità, secondo la maggioranza, di stringere con Bruxelles accordi specifici che consentano di raggiungere gli obiettivi "nel rispetto delle caratteristiche sociali, economiche e ambientali dei territori" e stanziando ulteriori risorse finanziarie. Detto altrimenti: l’ordine del giorno approvato al Pirellone ricalca la linea rivendicata dal Governo in queste settimane. Non a caso è stato sottoscritto da tutti i capigruppo. Per Fontana la richiesta dello stato d’emergenza avanzata dal centrosinistra è "proposta che non ha senso". "I dati – ha detto il governatore – dimostrano che il trend è in netto miglioramento in tutti i territori della regione". Ma il presidente lombardo a inizio seduta se l’è presa anche coi suoi assessori, rei di non essere presenti in Consiglio. Da qui il successivo arrivo di più esponenti dell’esecutivo. L’assessore all’Ambiente, Giorgio Maione, in Aula fin dall’inzio come ovvio, ha sottolineato che "la Lombardia ha fatto investimenti senza precedenti sul tema della qualità dell’aria: 19 miliardi di euro in 5 anni per infrastrutture, innovazione e agricoltura. La media annuale di Pm10 negli ultimi anni non ha mai superato in nessuna stazione i limiti normativi e nel 2023 anche la media annuale di Pm2.5 è rimasta per la prima volta entro i limiti in tutta la Lombardia".

Di tutt’altro avviso le opposizioni. "La Regione non ha l’ambizione di risolvere il problema dell’inquinamento, non compie le scelte delle più avanzate regioni europee, a partire dal potenziamento del trasporto pubblico. Oggi meno di un lombardo su 10 usa il mezzo pubblico e lo stanziamento della Regione per tram, bus, metropolitane è fermo da anni" attacca Emilio Del Bono, consigliere regionale del Pd dopo la bocciatura dell’ordine del giorno che prevedeva la richiesta al Governo di dichiarare lo stato di emergenza per la Lombardia e alla stessa Regione un incremento del Fondo Trasporti non inferiore al 20%. "La maggioranza continua a minimizzare dati che rimangono critici – sottolinea Michela Palestra, capogruppo del Patto Civico – Questo gioco al ribasso è l’espressione di una politica irresponsabile di fronte alla salute dei cittadini. Inoltre è del tutto fuorviante il numero degli investimenti per infrastrutture e mobilità citati dalla maggioranza. Chiediamo un piano d’azione dettagliato entro 30 giorni". I consiglieri del Movimento 5 Stelle, per protesta, hanno indossato in Aula una maschera antismog.

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