La vita interrotta di Marta Di Nardo: l’ossessione per le slot e la pensione che spariva in pochi giorni

I titolari dei bar della zona: "Prendeva un caffè ogni giorno e iniziava a giocare". Il continuo viavai di persone nell’alloggio e le uscite rumorose in piena notte

Milano, 21 ottobre 2023 – Le già flebili speranze di trovare in vita Marta Di Nardo si sono definitivamente spente ieri sera, quando i carabinieri hanno ritrovato il suo cadavere nell’appartamento del vicino di casa Domenico Livrieri, nascosto in una sorta di intercapedine del soffitto.

La sessantenne era scomparsa lo scorso 4 ottobre, anche se la denuncia di sparizione è stata presentata solo tredici giorni dopo dal figlio, che la sentiva di rado al telefono e la frequentava pochissimo. Sin dall’inizio, però, i vicini hanno iniziato a temere per le sorti dell’inquilina del quarto piano della scala D dello stabile Aler di via Pietro da Cortona 14.

I vigili del fuoco entrati in casa di Marta Di Nardo
I vigili del fuoco entrati in casa di Marta Di Nardo

I problemi di ludopatia

In cura in un centro psicosociale per problemi di natura psichiatrica e in passato ospitata nella comunità di una parrocchia dell’Isola, la donna era nota tra i residenti dell’edificio popolare per la conclamata ludopatia: gli abitanti del palazzo all’angolo con piazza Guardi hanno parlato ai carabinieri della Compagnia Monforte e del Nucleo investigativo di via Moscova della pensione d’invalidità che non bastava mai, dei soldi spesi tra macchinette e gratta e vinci e delle continue richieste di denaro e sigarette che arrivavano dalla donna.

Nella zona dell’Acquabella in tanti la conoscevano. A cominciare da titolari e avventori dei bar del quartiere, dove la donna era una presenza fissa: "Prendeva un caffè decaffeinato e iniziava a giocare quei pochi spiccioli che aveva".

Rumori e viavai

Marta Di Nardo
Marta Di Nardo

I vicini hanno riferito ai militari, coordinati dal pm Leonardo Lesti, che nell’abitazione del quarto piano c’era un continuo viavai di persone e che capitava di frequente che la signora Marta uscisse all’improvviso nel cuore della notte, correndo giù per la tromba delle scale e provocando rumori che infastidivano non poco chi a quell’ora stava riposando.

Di recente, accanto a lei era comparso un uomo che presentava come il compagno e che è risultato completamente estraneo alla sua tragica fine. Una delle residenti che la conosceva meglio ha riferito agli investigatori che la donna finiva la pensione di invalidità nel giro di una decina di giorni dopo averla percepita ogni 27 del mese e che poi cominciava a domandare soldi con insistenza a chiunque incrociasse nell’edificio.

Le chiavi dell’appartamento

Tra le persone che frequentavano assiduamente la sua abitazione c’era pure il cinquantenne Domenico Livrieri, che con ogni probabilità aveva pure le chiavi dell’abitazione: a casa sua, in un alloggio della scala C, quella di fronte alla D, i militari hanno ritrovato il corpo della sessantenne, chiudendo così un’indagine-lampo che tutti auspicavano avesse un epilogo diverso.

E invece Marta è morta, assassinata. Non si è allontanata volontariamente. Anzi, dallo stabile di via Pietro da Cortona non è più uscita.