FABRIZIO LUCIDI
Cronaca

I figli delle vittime vanno tutelati

Wafaa, vittima di femminicidio, sorrideva nonostante l'inferno domestico. Il sistema non l'ha protetta e i figli ora sono soli. Lo Stato deve agire per prevenire tragedie simili

Wafaa Chrakoua, originaria del Marocco, aveva 51 anni quando fu uccisa

Wafaa Chrakoua, originaria del Marocco, aveva 51 anni quando fu uccisa

Guardatelo bene, il volto di Wafaa. Sorrideva. In casa viveva l’inferno. Ma sorrideva alla vita. Suo marito l’ha ammazzata senza pietà. Lei viveva per la famiglia. Sognava un futuro in grande per i suoi figli, lontano da quell’incubo quotidiano che subiva: liti, insulti, botte. Il giudice ha messo nero su bianco che Wafaa poteva essere salvata. Se solo avesse incontrato istituzioni capaci di riconoscere i segni degli abusi, non solo fisici ma psicologici, e di intuire il suo timore più grande: perdere i figli, se avesse denunciato il marito. Spezzare la famiglia. Per lei non c’è stato nulla da fare. Dopo la sua morte, i 4 figli sono stati abbandonati dallo Stato. Nessun supporto psicologico, zero soldi. Li ha salvati la loro forza, e l’aiuto della comunità. Ora – anche nel nome di Wafaa – lo Stato pensi a tutelare gli orfani delle prossime vittime di femminicidi. Faccia funzionare le leggi. Perché, purtroppo, non è questione di se. Ma di quando avverrà.