I danni del Web sui bambini: servono tutele

L'articolo di Maria Rita Parsi mette in luce l'importanza di limitare l'esposizione dei bambini ai dispositivi digitali per prevenire problemi di sviluppo. Propone soluzioni e sottolinea la responsabilità degli adulti nell'educare e proteggere i giovani dall'eccessiva esposizione al mondo virtuale.

Parsi

La rivista Focus, raccogliendo l’allarme già lanciato nel 2019 dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, seppure in notevole ritardo, ha sottolineato che i bambini accuditi dallo schermo “baby sitter” ovvero “bambini da zero ai due anni, sottoposti ad un’eccessiva visione di Tv, Tablet e smartphone, potrebbero avere (anche) problemi di elaborazione sensoriale. Problemi che sono, poi, prevalenti nei disturbi dello spettro autistico e della sindrome da deficit di attenzione ed iperattività. Crescendo, dai tre ai cinque anni, ai minori dovrebbe essere concessa non più di un’ora in compagnia del mondo virtuale. A questo punto genitori, parenti, educatori, o operatori della sanità e della comunicazione dovrebbero porsi la domanda relativa al “se”i bambini siano effettivamente tutelati dagli adulti nel loro rapporto col web. Personalmente, con il contributo di altri colleghi – Elena Di Ruzza, Roberta Rizzo, Tonino Cantelmi, Francesca Orlando, Mario Campanella, fin dal 2000 - ho pubblicato libri in merito a questa pervasiva questione: Chat ti amo (Giunti 2000), L’Immaginario prigioniero (Mondadori 2009), Generazione H (Piemme, 2017). Bisogna trovare solioni a questo problema che lascia, nel 2024, ancor più in balìa del mondo virtuale e dell’intelligenza artificiale i ragazzi. Ovvero quella che ho chiamato “Generazione H” dalla parola giapponese usata per indicare “la sindrome Hikikomori” dei ragazzi “ritirati” dal mondo. Ed è per questo motivo che bisogna informare e formare chi ha la responsabilità - si spera, anche con amore! - di accompagnare, orientare, tutelare la crescita psicofisica dei bambini e degli adolescenti. Poichè anche gli adulti non sono esenti dalla dipendenza dal mondo virtuale. Pertanto, è necessario utilizzare anche i canali della comunicazione virtuale, la televisione e la scuola per arginare il proliferare della realtà virtuale. Così, governare con la formazione e l’informazione, il controaltare delle più importanti scoperte tecnologiche e scientifiche, richiede lungimiranza, competenze e la richiesta di rigide regole che non possono essere procastinate.

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