ANDREA GIANNI
Cronaca

Guerra dei pasti in Comune "Ci affamano? Blocchiamo tutto"

Scoppia la protesta sul nuovo appalto: pausa pranzo più costosa per i dipendenti. Maxi-assemblea in via Hoepli. "Già colpiti dal carovita, condizioni non dignitose". .

Guerra dei pasti in Comune  "Ci affamano? Blocchiamo tutto"

Guerra dei pasti in Comune "Ci affamano? Blocchiamo tutto"

di Andrea Gianni

La protesta è trasversale e coinvolge tutti i dipendenti di Palazzo Marino, dalla polizia locale alle scuole comunali, fino a sportelli e uffici dell’amministrazione. In gioco, spiega Giovanni Molisse, segretario della Fp Cgil Comune di Milano, c’è "il diritto a un pasto dignitoso" per lavoratori pubblici già colpiti dal carovita. Oggi, dalle 8 alle 12.30, si terrà un’assemblea dei dipendenti comunali convocata dai sindacati Fp Cgil, Cisl Fp, UilFpl, Csa e dalla Rsu all’Auditorium San Fedele in via Hoepli, con possibili ripercussioni sui servizi ai cittadini. E la protesta potrebbe sfociare anche in un presidio davanti a Palazzo Marino. L’oggetto del contendere è il nuovo bando (l’appalto attuale affidato a Sodexo è prorogato fino al 30 ottobre) sulla pausa pranzo per i circa 13700 dipendenti comunali, con condizioni che i sindacati hanno respinto.

La proposta è un pasto dal costo giornaliero di 9 euro in una serie di ristoranti convenzionati: un terzo dell’importo a carico del dipendente (detratto quindi dalla busta paga) e il resto a carico del Comune, secondo la formula già in vigore. "Aumenta l’importo totale e quindi la quota a carico dei lavoratori – spiega Molisse – a fronte dell’offerta di un “pasto tris“ rispetto alla formula primo, secondo, contorno, frutta, pane e acqua. Quindi un incremento del costo e una diminuzione dell’offerta. Verrebbe aumentata anche la distanza massima del ristorante convenzionato dal luogo di lavoro, passando dai 400 metri attuali a 500 metri". Durante le trattative i sindacati avevano chiesto di prevedere la possibilità di introdurre ticket spendibili anche per fare la spesa nei supermercati. "Non abbiamo ricevuto risposte – spiegano – neanche sulla nostra proposta di istituire menserefettori a partire dalle sedi più grandi, come Larga, Sile e Durando". Sulla questione del buono pasto aveva avviato una raccolta firme fra i dipendenti anche il sindacato di base Usi. Una protesta che si intreccia con il tema degli stipendi troppo bassi a fronte del carovita. Secondo una ricerca di Changes Unipol, elaborata da Ipsos, il 43% dei milanesi è insoddisfatto della propria retribuzione. Percentuali che schizzerebbero verso l’alto considerando solo i dipendenti pubblici.

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