Omicidio Giulia Tramontano, dai topi dell’Armani Bar all’amica Samantha: i carabinieri svelano tutte le bugie di Impagnatiello

Processo per il femminicidio di Senago: durante la deposizione in aula i militari raccontano tutti i depistaggi dell’ex barman durante i sopralluoghi

Alessandro Impagnatiello in tribunale. A destra, lo stesso Impagnatiello la notte dell'arresto
Alessandro Impagnatiello in tribunale. A destra, lo stesso Impagnatiello la notte dell'arresto

Milano – È una lunga serie di bugie e depistaggi da parte di Alessandro Impagnatiello, quella che emerge dalla deposizione dei carabinieri che hanno seguito le indagini, durante la seconda udienza del processo per l’omicidio di Giulia Tramontano. Il militare sentito come primo teste dell’accusa ha raccontato in particolare tutte le menzogne dell’ex barman durante il sopralluogo con gli investigatori. 

La benzina nel baule

I militari sentono un forte odore di benzina provenire dal baule dell'auto, coperto da profumo di lavanda, e dallo zaino: “In realtà ricevo soldi in nero al lavoro, sostanzialmente la mancia da tutti. A quel punto spendo il contante quando faccio benzina. Riempio delle taniche e spesso la benzina fuoriesce ovunque anche in auto, anche dentro lo zaino questo il motivo per cui sentite questo odore”. La benzina in realtà gli era servita per bruciare il corpo di Giulia.

I guanti di lattice

Dentro lo zaino ci sono tre pacchi di guanti di lattice che Impagnatiello giustifica dicendo: “Li uso al lavoro quando preparo i cocktail per non sporcarmi le mani”. 

Il veleno

Le ricerche sul veleno per topi visualizzate sul pc: “Davanti all’Armani Cafe ci sono topi molto grossi e io quando arrivo spargo sempre del veleno davanti alle vetrine”.

L’amante e la droga

I militari gli chiedono poi cosa ci facesse in viale Certosa la sera del 26 maggio: “Ero andato a comperare hashish”. In realtà era davanti alla casa dell'amante.

L’amica Samantha

I carabinieri della stazione di Senago al momento della denuncia gli chiedono dove potrebbero cercare Giulia. Lui risponde che potrebbe essere a casa di un’amica di nome Samantha che non risponde al telefono. Non esiste nessuna Samantha e lui dirà che ha detto quel nome perché “non sapeva cosa dire”.

I sacchi per la differenziata

Quando i militari davanti alla porta dell'appartamento trovano dei rotoli di sacchi gialli Impagnatiello dice che li aveva comprati Giulia per “riconoscere” la differenziata. In realtà li aveva comperati lui per avvolgere il cadavere. Giulia verrà trovata avvolta da questi sacchi gialli.

Il garage

Impagnatiello dice davanti alla mamma e al fratello di avere di pertinenza solo una cantina. In realtà ha un garage in cui ha nascosto il cadavere. 

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