Omicidio Tramontano, la sorella di Giulia respinge le scuse di Impagnatiello: “Devi provare ribrezzo per te stesso”

Un duro sfogo su Instagram dopo le dichiarazioni spontanee rese dal barman 30enne reo confesso. Chiara e papà Franco sono usciti dall’aula per non sentirle

A sinistra Chiara Tramontano, a destra Impagnatiello in lacrime in aula (Fotogramma)
A sinistra Chiara Tramontano, a destra Impagnatiello in lacrime in aula (Fotogramma)

Milano – Le scuse di Alessandro Impagnatiello, durante la prima udienza del processo per l’uccisione della compagna Giulia Tramontano e del piccolo Thiago che portava in grembo, sono state rispedite al mittente con dolore. Non solo in aula, dove la sorella Chiara e il papà Franco sono usciti per non sentire le parole che il barman ha pronunciato piangendo. Ma anche via social: su Instagram la sorella ha pubblicato un lungo post dai toni, comprensibilmente, molto duri.

“Puoi chiedere scusa se per errore hai urtato lo specchietto della mia auto. NON PUOI chiedere scusa se hai avvelenato e ucciso mia sorella e mio nipote, prendendoci in giro e deridendone la sua figura NON HAI DIRITTO a pronunciare, invocare o pensare a Giulia e Thiago DOPO AVERLI UCCISI BARBARAMENTE meriti di svegliarti ogni giorno IN GALERA ripensando a ciò che hai fatto e provando RIBREZZO PER TE STESSO”.

“Le dichiarazioni di Impagnatiello giungono in un momento processuale incipiente. Non può essere soggetto a domande - ha ricordato l'avvocato Giovanni Cacciapuoti che assiste la famiglia Tramontano – e quindi ha il pieno diritto e la libertà di poter proferire quello che ritiene più opportuno nella tutela di quella che è sua posizione giuridica”. Le scuse del barman, ha sottolineato, “sopraggiungono a distanza di sette mesi”. “Il signor Impagnatiello non si è reso responsabile un gesto estemporaneo, ma ha propinato per mesi veleno topicida alla compagna e al proprio figlio. Questa è una cosa che addolora immensamente, sarebbe stato già difficilmente digeribile e inconcepibile se fosse stato frutto di una reazione spontanea spropositata. Le carte dicono cose diverse”, ha aggiunto. Nel corso del processo “vedremo se questa propalazione è genuina e compatibile con tutto quello che verrà fuori”.

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