MARIO CONSANI
Cronaca

Milano, com’è finito il giallo dei ‘Bulgari’ falsi: “La marchesa non sapeva”

Archiviata l’indagine che vedeva Marta Minozzi Brivio Sforza accusata per truffa per aver venduto come antichi dei bracciali di recente produzione

La marchesa milanese Marta Minozzi Brivio Sforza
La marchesa milanese Marta Minozzi Brivio Sforza

Ha agito in "buona fede" riponendo "totale affidamento nell’expertise" rilasciato da un perito, per altro legale rappresentante di una nota azienda orafa che ha curato la realizzazione di gioielli di Bulgari, Marta Minozzi Brivio Sforza, la marchesa milanese che ha chiuso i suoi guai con la giustizia con l’archiviazione di una indagine in cui era stata accusata di truffa per aver venduto come "originali" a un commerciante di preziosi "due bracciali a serpente con orologio in testa, di cui uno rivestito di smalto e l’altro realizzato con diamanti incastonati".

Ad archiviare il caso è stato il giudice Stefania Donadeo. La vicenda risale al 2019 quando la signora aveva contattato il commerciante Albert Hamadani, proponendo i gioielli in una scatola originale Bulgari corredata da una serie di expertise che li riconduceva agli anni ’70. Conclusa la compravendita per 200 mila euro, Hamadami rivendeva i bracciali a Montecarlo a una società per 300 mila euro. Denaro poi restituito meno di due mesi dopo, in seguito a un nuovo expertise che aveva appurato che la "datazione era falsa" e che i gioielli erano di "recente produzione".

Da qui i guai giudiziari per la contessa che l’altro ieri si sono conclusi con l’archiviazione dell’indagine per l’assenza di dolo, considerata la buona fede della signora. Quanto al risarcimento di 300 mila euro – cifra pari alla operazione poi sfumata con il gioielliere monegasco, – pretesi dal commerciante per il giudice tale questione sarà risolta in sede civilistica.