A Milano il Gay Pride è un appuntamento fisso
A Milano il Gay Pride è un appuntamento fisso

Milano, 16 maggio 2017– Il Gay Pride di Milano del 24 giugno non avrà il patrocinio della Regione. L’ufficio di presidenza del Consiglio regionale ha bocciato la proposta dopo che per due anni la manifestazione aveva ottenuto il sostegno del Pirellone. L’ago della bilancia è stato ancora una volta il vicepresidente del Consiglio regionale in quota Lega Nord, Fabrizio Cecchetti. Negli anni scorsi, infatti, il suo voto favorevole aveva spalancato le porte al patrocinio del Milano Pride. Quest’anno invece Cecchetti ha scelto di non partecipare al voto, impedendo il patrocinio visto che il presidente Raffaele Cattaneo (Lombardia Popolare) e Daniela Maroni (Lista Maroni) si sono espressi per il no e non è bastato il voto favorevole delle opposizioni con Sara Valmaggi (Pd) ed Eugenio Casalino (M5S).

Il patrocinio è stato negato anche all’evento «Diamo un calcio alla pedofilia» organizzato da «La caramella buona Onlus» e «Bran.Co.», Branca Comunitaria, emanazione del gruppo politico di estrema destra Lealtà e Azione. In questo caso era previsto un sostegno oneroso di 4.500 euro. Per Sara Valmaggi «la svolta estremista della Lega porta con sé il no al patrocinio al Milano Pride, e poco ci è mancato che venisse invece concesso, con tanto di contributo economico, a un evento organizzato da una realtà dell’estrema destra con contenuti chiaramente intolleranti nei confronti delle diversità». Secondo la vicepresidente in quota Pd «l’istituzione regionale è ormai sempre più distante dal sentire dei cittadini lombardi».

Dal canto suo Chiara Cremonesi (Sel) spiega: «Mentre nel centrodestra volano gli stracci tra alleati, l’avvicinarsi della campagna elettorale si fa già sentire concretamente. E a pagarne le spese per primi sono i diritti civili, ancora una volta maltrattati da questa maggioranza che in materia si è sempre mostrata oscurantista». Si tratta «dell’effetto Salvini. E la Lombardia continua a restare lontana anni luce dall’Europa». Di tutt’altro avviso il capogruppo di Fratelli d’Italia al Pirellone, Riccardo De Corato: «Quest’anno ha prevalso la ragione, meno male. I valori del centrodestra sono molto chiari su questo argomento e si indirizzano alla protezione della famiglia tradizionale e non all’apertura a matrimoni gay e ad adozioni da parte di due papà o due mamme».