Furto al Crazy Pizza di Briatore, ecco gli errori dei tre ladri incalliti: incastrati da taxi, tattoo e filmati

Milano, il volto di Carlo Popolizio riconosciuto dagli agenti della Squadra mobile. In manette anche un pregiudicato coinvolto nel 2016 in un violentissimo pestaggio in largo La Foppa

I ladri in azione la notte tra il 9 e il 10 luglio 2023 in via Varese (frame video Polizia)
I ladri in azione la notte tra il 9 e il 10 luglio 2023 in via Varese (frame video Polizia)

Tutti a volto scoperto. Senza guanti e con i tatuaggi in bella vista. Con i cellulari in tasca e sempre accesi per comunicare a distanza. Una serie di errori marchiani che fa subito pensare all’opera di sprovveduti, al primo colpo in vita loro. E invece i curricula dei quattro ladri arrestati dalla Squadra mobile raccontano un’altra storia. Una storia infinita di denunce e condanne, così lunga da riempire sei pagine in formato A4. La parte del leone la fa Carlo Popolizio, 55 anni, che conta 46 precedenti: il primo nel 1984 per oltraggio, resistenza e violenza a pubblico ufficiale; l’ultimo il 13 settembre scorso per furto, costatogli l’aggravamento della misura dei domiciliari da parte del Tribunale di Sorveglianza e il ritorno in carcere, a Opera.

E proprio lì ieri mattina gli investigatori dell’Antirapine, guidati dal dirigente Marco Calì e dal funzionario Francesco Federico, gli hanno notificato l’ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip Lorenza Pasquinelli per due furti e un tentato furto avvenuti la scorsa estate. Il primo raid va in scena nella notte tra il 9 e il 10 luglio al Crazy Pizza di via Varese, filiale milanese in zona Moscova della catena fondata da Flavio Briatore. Al mattino seguente, il responsabile dell’esercizio commerciale chiama la polizia per denunciare che qualcuno è entrato dopo l’orario di chiusura forzando la finestra della cucina e ha portato via 2 iPad, sei telefoni, un notebook, un pc, 6.570 euro e alcune bottiglie di Dom Perignon, Cristal e Sassicaia, per poi scappare dalla cantina. Agli specialisti di via Fatebenefratelli basta dare un’occhiata ai filmati delle telecamere per riconoscere la faccia di Popolizio.

Con lui ci sono altri due habituè dei mattinali di polizia: il cinquantunenne Raimondo Santu, ammanettato nel 2008 per un colpo da 20mila euro alla piscina Scarioni e nel 2016 per un violentissimo pestaggio in largo La Foppa, e il quarantottenne Marco Falcetta, un passato altrettanto turbolento e un presente da senza fissa dimora. Pure loro verranno incastrati dalle scarsissime precauzioni adottate durante l’azione: Santu, ad esempio, sarà riconosciuto dai vistosi e riconoscibili tatuaggi sulla parte inferiore delle gambe, lasciata scoperta dai pantaloncini. Finita? No, perché Popolizio lascia un’ulteriore briciola di pane per chi indagherà su di lui: alle 5.30 chiama per tre volte un radiotaxi con il telefono intestato alla sorella. Gli agenti acquisivano i dati del lettore targhe del varco di Area C più vicino e scoprono che l’auto bianca ha caricato il cliente in corso Garibaldi 111 (stabile popolare dove Santu ha vissuto fino al 2007) e l’ha accompagnato in via Nikolajevka, sotto casa a Bisceglie.

La sera del 16 agosto, il cinquantacinquenne torna all’opera, a due passi da piazza San Babila. Alle 6.26 del 17, i poliziotti della Volante del commissariato Centro arrivano in via Durini per una segnalazione di tentato furto da Starbucks: qualcuno ha forzato la cler e ha staccato il sistema elettrico di apertura, ma non ha portato via nulla perché i registratori di cassa erano vuoti. La caffetteria confina con il negozio Brian&Barry: i ladri sono entrati pure lì, oltrepassando la vetrata divisoria, e hanno rubato otto cronografi – uno marca Citizen e sette Frederique Constant – per un valore complessivo di 8.648 euro, come da denuncia presentata otto giorni dopo. Pure in questo caso, il volto immortalato dalle telecamere è quello di Popolizio, che indossa le stesse scarpe del 10 luglio. E l’altro? È Nunzio Guarino, 53 anni, vicino di pianerottolo del complice, già bloccato nel febbraio 2020 dalla Mobile per rapina aggravata, spaccio di droga e ricettazione.

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