Fuga dal carcere Beccaria. Preso uno dei due evasi. Ricercato l’altro sedicenne

Il ragazzo rintracciato di notte dai carabinieri alla stazione di Garbagnate. Uilpa: "Istituti abbandonati". Antigone: "Ci sono troppi adolescenti reclusi".

Fuga dal carcere Beccaria. Preso uno dei due evasi. Ricercato l’altro sedicenne

Fuga dal carcere Beccaria. Preso uno dei due evasi. Ricercato l’altro sedicenne

di Marianna Vazzana

MILANO

Era su un treno diretto a Cadorna. Da solo, di notte. A. F., uno dei due sedicenni evasi venerdì pomeriggio dal carcere minorile Beccaria, sperava forse di passare inosservato. Ma così non è stato: i carabinieri lo hanno riconosciuto e bloccato ieri alle 2.30 alla stazione ferroviaria di Garbagnate Milanese. Il minore, che era scappato dall’istituto penale insieme al coetaneo, le cui ricerche sono ancora in corso, ha opposto resistenza andando in escandescenza. È stato così arrestato per resistenza a pubblico ufficiale e denunciato a piede libero per il reato di evasione. In azione, i carabinieri della stazione di Cesate, Lainate e della sezione Radiomobile della Compagnia di Rho. Poi il sedicenne, su disposizione dell’autorità giudiziaria minorile, è stato accompagnato da alcuni agenti della Polizia penitenziaria all’ospedale San Carlo poiché aveva manifestato dolori al petto, e poi trasferito nuovamente al Beccaria.

I due ragazzi evasi si trovavano al Beccaria per i reati di rapina in concorso. A. F., nato a Como da genitori marocchini, era entrato all’istituto minorile lo scorso 11 giugno (tre giorni prima dell’evasione) per scontare una condanna definitiva a un anno e 5 mesi per rapina e contestualmente per un’ordinanza di custodia cautelare in carcere per lo stesso reato. È accusato di aver commesso, insieme ad altri quattro giovani complici, il 19 dicembre scorso, la rapina alla sala slot Goldbet di Mozzate, in provincia di Como, con porto abusivo d’armi. Bottino: 4mila euro. Sempre per rapina era stato arrestato, il 14 maggio, su ordine del gip del Tribunale dei minorenni di Milano, l’altro fuggiasco, Z. H., pure lui sedicenne, nato in Marocco e residente con i genitori in provincia di Como, che deve compiere 17 anni a ottobre. I due sono riusciti a scappare poco dopo le 16.30 di venerdì riuscendo prima a scavalcare il muro del cortile per i “passeggi“ e poi ad arrampicarsi su un altro raggiungendo gli uffici del Centro giustizia minorile, che stando a quanto riferito al Giorno non sono vigilati. Da lì, la fuga in strada dopo essersi serviti di un palo usandolo come appoggio per poi salire su un cancello carraio. Sono stati avvistati alla vicina fermata della metropolitana Bisceglie, linea rossa, per poi sparire. Le ricerche per rintracciare il secondo ragazzo proseguono senza sosta.

"Ancora in corso le ricerche dell’altro fuggiasco, ma siamo ottimisti", afferma Gennarino De Fazio, segretario generale della Uilpa Polizia penitenziaria. "Non altrettanto ottimismo possiamo esprimere, invece, sulle sorti delle carceri, per minori e adulti, che continuano a essere abbandonate a se stesse. Singolare, anche dopo simili episodi, il silenzio del Ministro della Giustizia Carlo Nordio".

Patrizio Gonnella, presidente dell’associazione Antigone, pone invece l’accento su altro: "Serve tornare a numeri ragionevoli nelle carceri minorili. Oggi siamo a 550 detenuti, un record negli ultimi anni. Serve modernizzare il sistema. Serve favorire i rapporti con l’esterno". Ancora, "serve non riempire i ragazzi di psicofarmaci. Serve aiutare economicamente le comunità perché siano loro a gestire i giovani detenuti. Serve potenziare l’accoglienza per i giovani stranieri smantellata negli ultimi anni".