Quotidiano Nazionale logo
Quotidiano Nazionale logo
il Giorno logo
16 giu 2022

"Fine di una disparità Incassi in picchiata"

16 giu 2022
Antonio Sancassani propietario dello storico monosala milanese
Antonio Sancassani propietario dello storico monosala milanese
Antonio Sancassani propietario dello storico monosala milanese
Antonio Sancassani propietario dello storico monosala milanese
Antonio Sancassani propietario dello storico monosala milanese
Antonio Sancassani propietario dello storico monosala milanese

"Bene la fine dell’obbligo di indossare la Ffp2, con la sola raccomandazione. Adesso però bisogna far tornare il pubblico nelle sale". L’appello di Antonio Sancassani, proprietario del cinema Mexico, una delle ultime monosala rimaste in città che festeggia la messa in soffitta dell’ultimo vincolo pandemico. "È una decisione che aspettavamo da tempo, non si poteva più reggere la disparità di regole fra i luoghi al chiuso" commenta il patron del cinema di via Savona che ha circa 285 posti a disposizione. Secondo Sancassani la scelta del Governo di imporre la mascherina fino a metà giugno nei cinema è stata "sbagliata e non scevra di conseguenze": "Qualcuno ha rinunciato a vedere il film in sala perché la decisione ha rafforzato l’ipotesi, non suffragata da alcuna prova scientifica, che i cinema, come i teatri, fossero più esposti al rischio di contagi. Altri perché giudicavano la Fpp2 insopportabile. In genere il pubblico non ha gradito dover indossare un dispositivo che non lascia passare bene l’aria, soprattutto da quando sono aumentate le temperature" ragiona Sancassani. Per gli incassi la situazione in questo periodo rimane critica: "A giugno siamo a -70% rispetto allo stesso mese del 2019. Prima della pandemia il cinema aveva imboccato la strada giusta, ci sembrava di essere tornati agli anni d’oro. In questo momento la situazione è invece drammatica. E non è una questione di periodo: in Francia la settima arte in sala va benissimo ma lì evidentemente hanno fatto altre scelte". A pesare in ambito nazionale sono più fattori: "I film sono pochi e i distributori li tengono nel cassetto perché hanno paura di “bruciarli“. Il punto vero però è che abbiano abituato le persone per due anni a guardare i film in tv o in streaming".

© Riproduzione riservata

Iscriviti alla newsletter.

Il modo più facile per rimanere sempre aggiornati

Hai già un account?