Ferruccio Resta al timone della Fondazione Politecnico: “Cuore e testa sono qui: così aiuto ateneo e città”

Nuovo incarico per l’ex rettore: la politica può attendere (fino al 2027). Guiderà l’ente universitario che compie 20 anni e ha fatto da apripista

Andrea Sianesi e Ferruccio Resta, ora alla presidenza di Fondazione Politecnico
Andrea Sianesi e Ferruccio Resta, ora alla presidenza di Fondazione Politecnico

Milano – “Non sarà una gestione ordinaria: abbiamo obiettivi molto ambiziosi. Costruiremo un ecosistema dell’innovazione". Così Ferruccio Resta, già rettore del Politecnico dal 2017 al 2022, prende ora il timone di Fondazione Politecnico di Milano, la primissima fondazione universitaria d’Italia, nata vent’anni fa. Ieri la nomina: Resta, 55 anni, raccoglie il testimone da Andrea Sianesi e si prepara a guidare l’ente che conta su una rete di 2.500 partner e che ha gestito quest’anno oltre 235 progetti, generando un valore economico di circa 100 milioni di euro. Sotto l’ala della fondazione c’è PoliHub, incubatore di start-up che tra il 2020 e il 2023 hanno concentrato 168 milioni di euro di investimenti - oltre 101 milioni di euro solo quest’anno - ovvero più del 10% degli investimenti totali in Italia.

Nuovo incarico in un anno cruciale per la fondazione: quali saranno i primi passi?

"Ripartiamo da qui. Il Politecnico di Milano per primo in Italia decise di dotarsi di una fondazione di diritto privato per accompagnare un momento di trasformazione importante per l’università. Allora le sfide erano quelle dell’internazionalizzazione e dell’apertura verso le imprese. I risultati sono stati ottimi e devo ringraziare i presidenti che mi hanno preceduto, insieme al Cda, al Senato accademico e alla rettrice Donatella Sciuto che mi hanno dato fiducia. Io amo il Politecnico: poter dare il mio contributo in questo nuovo ruolo è un onore e una responsabilità".

Quali sono le sfide più importanti da affrontare?

"Come vent’anni fa ci troviamo in un altro momento di grandi trasformazioni. Penso all’impatto che può e deve avere l’università nella società, all’accelerazione del mondo digitale, alla sostenibilità e alla nuova ricerca. Il Senato e la rettrice hanno delineato le linee sulle quali lavorare: ora passiamo all’azione e in primavera presenteremo con dovizia il piano strategico per accompagnare le trasformazioni dell’ateneo".

Cosa vi ha chiesto in questo mandato la rettrice?

"Di supportare l’ateneo e la sua rete di partner nelle nuove opportunità di ricerca e business development, di continuare ad accelerare il percorso di creazione di impresa, supportando l’imprenditorialità giovanile e il trasferimento tecnologico. Costruiremo un ecosistema dell’innovazione dove gli imprenditori incontrano la finanza. E abbiamo un compito: attivare maggiormente la comunità di alumni".

Come?

"Integrandola maggiormente con Fondazione. Per raggiungere obiettivi ambiziosi serve una squadra. Insieme possiamo promuovere di più la cultura Steam tra studenti e studentesse, ricercatrici e imprese, perché le trasformazioni in atto lo richiedono. E potenzieremo l’osservatorio “Technology Foresight“ per capire l’impatto e i benefici della tecnologia che ancora non è sul mercato, ma che arriverà".

La sua carriera è cominciata tra queste mura: dalla laurea nel 1992 in Ingegneria meccanica al 2004, quando è diventato professore ordinario. Poi direttore e rettore...

"L’ateneo è una parte fondamentale della mia vita, cerco di restituire quanto mi ha dato. Gli anni da rettore sono stati di grandissima soddisfazione ed emozione, nonostante un quinquennio difficile per tutti. Esco da un percorso di gestione dell’ateneo, ma do il mio contributo per la valorizzazione della ricerca e il trasferimento tecnologico, che sono nelle mie corde e in tutte le iniziative che porto avanti. Se posso mettere a fattore comune tutto questo lo faccio volentieri".

Ad ogni appuntamento elettorale spunta il suo nome. E torna a correre tra i corridoi anche per le amministrative.

"Il fatto che oggi abbia dato la disponibilità a diventare presidente di Fondazione Politecnico dimostra in maniera lampante dov’è il mio cuore e dove sarà la mia testa per i prossimi anni".

Impegno politico da escludere categoricamente o si vedrà?

"Fare attività politica non è nello statuto (il mandato dura quattro anni, ndr). L’impegno sarà massimo per fare in modo che la fondazione riesca a promuovere ricerca e innovazione per il Politecnico e sviluppo economico per la nostra città".

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