Chiara Ferragni e la finta beneficenza: “Il Comune le ritiri l’Ambrogino d’oro”. E in 68mila la abbandonano su Instagram

Milano, Codacons di nuovo all’attacco: “Dopo la scoperta dello ‘Schema Ferragni’ serve un’indagine su tutto il mondo degli influencer”

Chiara Ferragni con l'Uovo di Pasqua Dolci Preziosi e (a destra) nel video di scuse sul caso Pandoro Balocco

Chiara Ferragni con l'Uovo di Pasqua Dolci Preziosi e (a destra) nel video di scuse sul caso Pandoro Balocco

Milano – Non si fermano i guai per Chiara Ferragni dopo il caso del pandoro Balocco, al quale si è aggiunto l’Uovo di Pasqua Dolci Preziosi. Il Codacons ha infatti chiesto al Comune di Milano di ritirare l’Ambrogino d’Oro concesso all’imprenditrice digitale e al marito Fedez nel 2020 per la raccolta fondi a favore della nuova terapia intensiva all’ospedale San Raffaele

L’operazione San Raffaele

Anche su quell’operazione di beneficenza – sostiene l’associazione dei consumatori – è arrivato “un provvedimento dell'Antitrust, sfociato in una sanzione da 1,5 milioni di euro verso Gofundme, piattaforma scelta dalla coppia per la raccolta fondi, per le commissioni ingannevoli applicate ai donatori”.

Lo schema Ferragni

Il Codacons parla apertamente di uno ‘schema Ferragni’ sulla beneficenza, facendo riferimento ai compensi milionari ricevuti dall’influencer per le campagne benefiche finite sotto riflettori, a fronte dell’eseguità delle donazioni effettivamente realizzate (50mila euro nel caso dei pandori, 36mila nel caso delle uova di pasqua). L’associazione, che sulla vicenda Ferragni-Balocco ha depositato un esposto in 104 procure italiane, chiede “indagini a tappeto di Antitrust e Guardia di Finanza su tutto il settore degli influencer, un mondo opaco e poco trasparente che nel 2023 ha generato solo in Italia un giro d’affari da 348 milioni di euro. Spesso gli influencer – dice il Codacons – pubblicizzano sui social resort di lusso e prodotti griffati senza informare correttamente gli utenti circa la natura promozionale dei post, e per capire se i proventi di tali attività siano registrate e regolarmente sottoposte a tassazione''.

Emorragia di follower

Il caso dei prodotti sponsorizzati per beneficenza ha anche provocato un’emorragia di follower per Chiara Ferragni: da quando l’Antitrust ha sanzionato l’imprenditrice per la vicenda Balocco ad oggi in 68mila hanno deciso di non seguire più il suo account Instagram. Una cifra piccola rispetto ai 29,6 milioni di follower dell’influencer ma che rappresenta comunque un segnale allarmante per gli affari di Ferragni.

“Il sorcio in bocca”

A contribuire al calo di seguaci sono state anche le parole di Giuseppe Cruciani durante la nota trasmissione radiofonica La Zanzara su Radio24: “La Ferragni, non me ne voglia – ha detto il giornalista in onda – ma quando uno viene preso con il sorcio in bocca, fa la donazione. Se non ci fosse stata l'indagine, cosa faceva? Restava con quel milione in tasca?".