Ferragni e le mail sotto indagine: manager e testimoni saranno convocati per il caso Balocco

Diversi professionisti nella lista di nomi stilata da Procura e finanzieri: saranno sentiti per ricostruire l’accordo tra l’imprenditrice e l’azienda dolciaria. Intanto 200mila seguaci (dei 29,5 milioni) hanno abbandonato l’influencer

Chiara Ferragni nel video pubblicato il 18 dicembre (a sinistra) e in una storia pubblicata il 10 gennaio (a destra)
Chiara Ferragni nel video pubblicato il 18 dicembre (a sinistra) e in una storia pubblicata il 10 gennaio (a destra)

Un elenco di nomi è stato stilato ieri negli uffici della Procura milanese, nel corso di una riunione tra l’aggiunto Eugenio Fusco e i finanzieri delle Fiamme Gialle: manager, rappresentanti e chiunque abbia lavorato al progetto del famoso pandoro Balocco “Pink Christmas”. Si tratta di tutte le persone che dovranno essere convocate davanti ai magistrati per raccontare la propria versione sul dolce natalizio più famoso di Italia.

Già dalla prossima settimana potrebbe prendere il via la sfilata dei testimoni che hanno partecipato al lancio del pandoro dal particolare zucchero a velo rosa, finito al centro di un’inchiesta per truffa aggravata che vede indagate Chiara Ferragni e l’amministratrice delegata dell’azienda dolciaria Alessandra Balocco. I racconti dei protagonisti della vicenda saranno fondamentali per ricostruire l’avvio del progetto apparentemente benefico, la scelta di pubblicizzarlo comunicando che i ricavi delle vendite sarebbero stati devoluti all’ospedale Regina Margherita di Torino, e le varie fasi che hanno portato alla firma del contratto tra l’influencer e la società nel novembre del 2021. Mentre la Ferragni riceveva un cachet da 1 milione di euro per sponsorizzare il prodotto, la sola Balocco aveva devoluto una donazione da 50mila euro alla struttura sanitaria.

I nomi delle persone che dovranno essere ascoltate sono emersi da una serie di mail, scambiate tra i team delle società dell’imprenditrice e quello della Balocco nei mesi successivi e fino a poco prima del lancio del pandoro avvenuto nel novembre del 2022.

Intanto, mentre le procure italiane alle quali era stato inviato l’esposto del Codacons stanno trasferendo i fascicoli modello 45 – quindi ancora senza indagati né ipotesi di reato – a quella di Milano, i brand che collaboravano con l’influencer continuano a fare passi indietro. Dopo Safilo e Coca-Cola, che per prime hanno deciso di allontanarsi in seguito allo scandalo, il brand Monnalisa – che produce abiti per bambini – potrebbe essere il prossimo.

Tra le varie aziende che hanno stipulato accordi con l’imprenditrice digitale, ci sono poi vari colossi del fashion e del lusso come Tod’s, Calzedonia, Intimissimi, Morellato, Pantene e Nespresso. Pare inarrestabile anche il fuggi fuggi dei follower, diminuiti di oltre 200mila. Certo, un numero irrilevante se paragonato a quello dei follower totali: 29,5 milioni.

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