Chiara Ferragni al contrattacco: “Divorzio da Pigna illegittimo”. Battaglia legale

La Cartiera lombarda e lo stop alla collaborazione, l’influencer: si contesta la violazione del rapporto in essere

Chiara Ferragni (Foto Instagram)

Chiara Ferragni (Foto Instagram)

Chiara Ferragni, la regina delle influencer, che fino a poco prima del pandoro-gate trasformava in oro tutto quello che toccava, incassate in silenzio le prime disdette da parte delle aziende, passa al contrattacco. E lo fa dopo che anche la Cartiere Paolo Pigna Spa ha interrotto i rapporti commerciali col business della sua crew. "La decisione – spiegano i vertici dell’azienda cartiera – è stata assunta nel rispetto del codice etico aziendale che esclude la collaborazione con soggetti terzi sanzionati dalle autorità competenti per aver assunto un comportamento non etico, corretto e rispettoso delle leggi".

Bella stoccata alla immagine e quindi agli affari della dea di Blonde Salad, che stavolta però tira fuori le unghie e lancia un avviso ai naviganti: "Da Pigna un comportamento illegittimo e strumentale, agiremo a tutela dei nostri interessi", come dire, lo scandalo del pandoro Balocco va arginato solo ai contratti di beneficenza. Nel comunicato della sua società si legge:

"Fenice Srl (società licenziante dei marchi Chiara Ferragni), contesta la violazione da parte di Pigna del contratto in essere e la legittimità della unilaterale interruzione dei rapporti commerciali. Illegittimità aggravata dalla scelta dell’azienda di comunicare al pubblico, prima ancora che a Fenice, la cessazione del rapporto di partnership; una scelta contraria al dovere di buona fede. In questo contesto, Fenice si riserva di agire nelle sedi più opportune a tutela dei propri interessi".

E ancora: "Fenice ritiene strumentale anche il riferimento al codice etico in considerazione di una dichiarazione resa in data 23 dicembre dall’amministratore delegato di Pigna, che aveva definito la collaborazione proficua e soddisfacente. Analoghe tutele legali verranno prese nei confronti dei soggetti che abbiano messo in atto comportamenti in violazione dei contratti di collaborazione in essere".

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