La centrale operativa  del 118 allertata dagli amici
La centrale operativa del 118 allertata dagli amici

Cesate, 2 gennaio 2019 - Un brindisi con gli amici allo scoccare della mezzanotte, poi è sceso in strada per far esplodere pertardi e fuochi d’artificio. Tutto è successo in pochi istanti: ha acceso il grosso petardo che all’improvviso è esploso investendolo in pieno. Notte di Capodanno da dimenticare per un giovane di 23 anni di Milano che è rimasto gravemente ferito a Cesate durante i festeggiamenti per l’arrivo del nuovo anno.

Il giovane, che è ricoverato in prognosi riservata all’ospedale Niguarda di Milano ma non è in pericolo di vita, ha riportato ferite e ustioni gravissime alle mani, all’avambraccio sinistro, agli arti inferitori, ai testicoli, al volto e agli occhi. La dinamica è ancora da chiarire, i carabinieri della Compagnia di Rho hanno ascoltato gli amici che erano con il 23enne e sequestrato tutto il materiale rinvenuto sul luogo dell’incidente.

Secondo quando ricostruito, il 23enne stava festeggiando a casa di amici in via Milano. Qualche minuto dopo la mezzanotte è sceso in strada con fuochi pirotecnici per divertirsi insieme agli altri. Era chinato verso terra e stava accendendo un petardo di grosso dimensioni, un gioco pirotecnico legale ma di una categoria che, secondo quanto riferito dagli inquirenti, avrebbe dovuto essere utilizzata solo da professionisti, quando all’improvviso è stato travolto dallo scoppio del petardo.

È caduto a terra, sanguinava e urlava, gli amici hanno chiamato immediatamente la centrale operativa del 118, sul posto sono intervenute un’ambulanza della Croce Rossa Paderno Dugnano e un’automedica in codice rosso. Dopo le prime cure mediche sul posto, il 23enne è stato trasferito all’ospedale Niguarda in condizioni gravissime.

Durante la notte è stato operato più volte da un’équipe formata da un neurochirurgo, un urologo, un chirurgo plastico, un ortopedico e un oculista: ha riportato l’amputazione della mano sinistra, la perdita di un dito di quella destra, oltre a lesioni ai genitali, alcune fratture alla teca cranica e un’ustione al volto con trauma cranico giudicato severo dagli specialisti. Tra il materiale sequestrato dai carabinieri rhodensi anche un tubo di ferro che il 23enne potrebbe aver usato come mortaio per sparare i botti. Probabilmente questa imprudenza da parte del giovane ha compromesso la funzionalità del fuoco d’artificio.

 

MA SARANNO le indagini a chiarire se l’esplosione è stata provocata dall’uso non convenzionale del petardo o se ci fosse un difetto d’origine. Gli amici del 23enne che per fortuna erano ad una certa distanza non hanno riportato nessuna ferita, solo un grande spavento.