Cesate, trentenne ferito al collo da un proiettile: probabile regolamento di conti

Vittima dell’aggressione a mano armata un marocchino: ha chiamato i soccorsi ed è stato trovato sanguinante. Non è in gravi condizioni

Ferito al collo da un proiettile. Probabile regolamento di conti

La zona residenziale vicina al Parco Groane dov’è stato trovato il ferito

Quando l’ambulanza è arrivata in via Dante Alighieri, la vittima dell’agguato era sul ciglio della strada, accanto a un’abitazione. Aveva una lesione al collo e sanguinava. Raggiunto di striscio da un colpo di pistola, probabilmente per un regolamento di conti tra bande criminali rivali per spartirsi il territorio delle Groane, noto come area di spaccio della droga. La sparatoria è avvenuta ieri mattina a Cesate.

Il ferito è un marocchino di 30 anni, trovato in una zona poco distante dal parco, probabilmente stava scappando dal suo aggressore e ha chiesto aiuto. La telefonata alla centrale operativa del 118 è arrivata poco dopo mezzogiorno. Areu ha inviato un’ambulanza e un’automedica.

Dopo le prime cure mediche sul posto è stato trasferito in codice giallo all’ospedale Niguarda di Milano. Non è in pericolo di vita e potrebbe essere dimesso nelle prossime ore. Da quel che si è appreso l’immigrato era stato arrestato in passato per droga. È stato ascoltato dai carabinieri della compagnia di Rho che hanno avviato le indagini per ricostruire l’accaduto e individuare chi ha esploso il colpo di pistola.

Gli inquirenti hanno controllato una parte dell’area boschiva a caccia di tracce o altri elementi. Non è escluso che sulla strada percorsa dal marocchino per sfuggire ci siano telecamere che possano aver ripreso immagini utili. La sparatoria potrebbe essere avvenuta durante una lite con connazionali o essere stato un avvertimento da parte di qualche ‘rivale’.

Proprio a Cesate lo scorso weekend in via XII Strada è stato arrestato un marocchino 24enne che era appena uscito dall’area boschiva delle Groane e stava cedendo dosi di cocaina a un cliente. Nonostante i controlli da parte delle forze dell’ordine, gli arresti e i blitz, la scia di sangue nel “bosco della droga“ continua. Meno di un anno fa, il 16 maggio 2023, fu rinvenuto il corpo di un 29enne con evidenti segni di tumefazione sul volto e sulle gambe.

Dopo un mese e mezzo di indagini i militari rhodensi sono riusciti a identificarlo grazie alle impronte digitali: si trattava di Abdel Hamid Laklaa, marocchino. Lui non aveva precedenti per spaccio di stupefacenti, bensì per un furto. Ma il fatto che il suo corpo sia stato trovato in quel punto lascia pensare a un omicidio legato allo smercio di droga al dettaglio.

l 29 marzo 2022 un altro uomo era stato trovato ferito da colpi di machete, privo di sensi, sempre ai margini del bosco. Qualche anno prima due marocchini di 26 e 45 anni si erano presentati al vicino pronto soccorso dell’ospedale garbagnatese con ferite d’arma da fuoco di piccolo calibro alle gambe. In questo caso era stato accertato che il duplice ferimento era stato un regolamento di conti.

Nel vasto polmone verde che si estende tra la provincia di Milano e quella di Monza Brianza le forze dell’ordine hanno smantellato più volte la rete di pusher, ma le bande che gestiscono lo spaccio sono ben organizzate e difficili da sradicare.

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