Cassano d'Adda, al via il progetto di rigenerazione dell’ex Linificio: ecco cosa prevede

Il Comune: "Diminuzione sostanziale del consumo di suolo". Ma l’opposizione annuncia battaglia in Consiglio

L'assessore di Cassano d'Adda Deborah Bucca

L'assessore di Cassano d'Adda Deborah Bucca

Dopo lunghi anni di attesa e progetti annunciati mai resi operativi, è stato approvato il programma integrato finalizzato alla riqualificazione dell’area ex Linificio da assumersi in variante all’attuale Pgt. Il protocollo d’intesa darà il via, a breve secondo il Comune, alle operazioni di riordino e pulizia generale dell’area per fare spazio al cantiere e dare inizio ai lavori per il recupero di quei 124mila metri quadri di capannoni cadenti. "La volontà dell’attuale amministrazione – spiega l’assessora Deborah Bucca – è orientata alla riqualificazione e rigenerazione dell’ambito Linificio mediante una nuova articolazione funzionale e distributiva.

L’attenzione punta al riassetto urbanistico distributivo degli interventi, in primis alla significativa riduzione della capacità edificatoria privata, al netto di quella degli edifici storici esistenti". Anticipazioni su quanto si realizzerà: "Ci sarà la diminuzione sostanziale del consumo di suolo e consegna alla collettività di un parco pubblico urbano di circa 72mila metri quadri grazie anche alla demolizione di edifici non vincolati – continua l’assessora Bucca –, attenzione alla valorizzazione della memoria storica con funzioni rigenerative in coerenza con i principi". Gran parte della volumetria edificabile sarà dirottata a sud della città, a ridosso della tangenziale. Il programma integrato dovrà passare l’esame del Consiglio comunale, dove l’opposizione annuncia battaglia.

"Mi chiedo a cosa serva questa delibera di Giunta - sostiene il consigliere Roberto Maviglia della civica Cassano etica ecologista -. L’argomento è materia del Consiglio comunale, non mi spiego dunque perché deliberare in Giunta un documento ancora da discutere a partire dalla valutazione sulla scelta di spostare la volumetria presente al Linificio in un’area agricola. Non si può non notare come questa scelta vada esattamente nella direzione opposta di quanto dichiarato in campagna elettorale, quando il centrodestra voleva eliminare il registro dei diritti edificatori e la possibilità di trasferimenti di volume".

"C’è poi un aspetto molto preoccupante per le casse del Comune per i prossimi anni – ha concluso l’ex sindaco oggi consigliere comunale all’opposizione –. Il Comune si fa cedere la proprietà, non solo le aree da destinare a verde, di gran parte degli edifici storici del complesso industriale non ristrutturati. Si tratta di quasi 11mila metri quadrati si superficie che in futuro il Comune dovrà ristrutturare e gestire a proprie spese, con un peso insostenibile per le finanze dell’ente". Stefano Dati