Emergenza dei medici di base. L’ambulatorio temporaneo è in tilt

Anche a Cinisello si registra la crisi dei dottori, ma la struttura di via Terenghi non è una soluzione che funziona

Emergenza dei medici di base. L’ambulatorio temporaneo è in tilt
Emergenza dei medici di base. L’ambulatorio temporaneo è in tilt

Medici di base che non si trovano e disservizi all’ambulatorio temporaneo che è stato istituito in via Terenghi e che sarà la futura sede della Casa di comunità, che dovrebbe aprire quest’anno. Negli ultimi mesi, a Cinisello Balsamo, ben quattro medici sono andati in pensione, uno è deceduto mentre era ancora in servizio. Se si considera che ogni professionista ha a carico dai 1.500 ai 2mila pazienti, significa che diverse migliaia di persone si sono trovate dall’oggi al domani nella necessità di trovare un nuovo studio per essere prese in carico e assistite.

"La mia famiglia di quattro persone il 2 gennaio si è trovata senza medico di base per la dimissione del dottor Colombo - racconta Paola Gobbi, 40 anni da infermiera e consigliera comunale del Pd -. Ci è stato assegnato un medico a Cormano. So che altri cittadini si sono visti assegnare a Bresso. Ci chiediamo perché nei comuni vicini ci siano studi con posti ancora disponibili e nella nostra città invece no. Questo crea sicuramente una diseguaglianza per l’accesso ai servizi tra persone dello stesso territorio".

Oltre ai disagi per i più anziani, che sono costretti a cambiare città anche solo per una visita ambulatoriale. Un problema ormai cronico in tutto il Nord Milano e anche a Cinisello, dove già sei mesi fa si cercò di tamponare istituendo un ambulatorio nei locali di Ats di via Terenghi per i pazienti rimasti senza presidio dopo la cessazione di servizio dei Marsiglia, Dall’Occo e Ciminaghi. "Era stato inaugurato in pompa magna, ma doveva essere una soluzione solo temporanea ai problemi che hanno migliaia di cittadini cinisellesi rispetto alla carenza di medici di base. In ogni caso è una soluzione che non funziona". Troppo il flusso da gestire in via Terenghi. "Ai primi di gennaio due coniugi anziani avevano appuntamento alle 18 all’ambulatorio temporaneo, ma alle 18.10 viene detto a loro e ad altre 40 persone in sala di attesa che il medico non sarebbe potuto venire - fa sapere Gobbi -. La soluzione prospettata era quella di aspettare le 20 per la guardia medica o tornare il giorno dopo. Il giorno dopo il professionista non aveva il pc: quindi, tempi lunghi per la scrittura delle ricette a mano con compilazioni spesso incomplete o errate che vengono rigettate dalle farmacie". "Tanti cittadini sono costretti a rivolgersi al pronto soccorso dell’ospedale Bassini, che è già intasato per prestazioni che potrebbero essere soddisfatte in altri modi - conclude Gobbi -. Invitiamo il neo direttore generale dell’Asst Nord Milano Tommaso Russo e il sindaco Giacomo Ghilardi a mettere questo problema in cima alla propria agenda di lavoro".

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